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SCUOLA/ La realtà "virtuale" e quel malinteso che blocca gli adulti

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Studenti in aula (Infophoto)  Studenti in aula (Infophoto)

Una domanda che mi ha colpito in modo particolare, tanto per non essere troppo generali ed astratti, è la seguente: come educare se stessi e gli altri in una realtà, quella della rete, che non conosce il "dimenticare"? Hans Urs von Balthasar nella sua "Teologica", nel primo volume, dice che il "dimenticare", dimensione, a livello gnoseologico, fraterna al "perdonare" a livello etico e religioso, è una dimensione centrale del sapere, del formulare frasi. Senza "dimenticare" ciò ho detto all'inizio di una frase, non mi sarebbe possibile continuarla. Ora, nella rete tutto è presente e noi possiamo essere "legati" ad una fase del nostro essere o ad una dimensione di esso, che ha certo un senso nel nostro modo di vivere, ma che preso per sé può essere o diventare un esagerazione, quealcosa che sarebbe stato meglio "dimenticare" o "perdonare". 

Qui credo che ci sia una grande sfida per gli educatori. Se incontrano con simpatia i giovani nel mondo della rete, pur nel rispetto dei loro spazi di autonomia, possono fare una proposta educativa non moralistica, ma disposta ad una vera "compagnia" anche nel web, in modo che la riflessione e la rappresentazione del proprio io tengano il più possibile conto di tutti i fattori in gioco nella realtà. Questo sia in una dimensione educativa, che delimiti l'uso della rete e che faccia presente che un certo lavoro (per esempio a scuola) non ha immediatamente una gratificazione come nel dialogo continuo con coetanei e no, permettendo quella gioia che nasce solamente quando ci si è dedicati ad un lavoro che ci è costato molto tempo. Sia nella dimensione propositiva, anche nell'uso dei social media stessi: per esempio che "il non fare agli altri, ciò che non vuoi che sia fatto a te" vale anche in facebook (Bernward Hoffmann della FH di Münster), etc. E che le strutture dell'umano, per esempio quella gnoseologica, con il fatto che pensare significa anche "dimenticare", non possono essere "saltate" senza far esplodere l'umano stesso.

(Per me, nel mio uso di facebook, significa per esempio la necessità di tempi di silenzio (come  l'avvento e la quaresima) in cui cerco di vivere e comprendere ciò che Andreas Dierssein ha detto, in una delle meditazioni con cui è stato iniziata la giornata di lavoro di venerdì: il Logos si è fatto "carne" (Gv 1,14) è ultimamente può essere solo incontrato e gustato quando la "carne" è in gioco).

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COMMENTI
24/09/2013 - cultura informatica, tecnologia, educazione (enrico maranzana)

Il Suo intervento, così come quello apparso ieri, descrivono il campo in cui nasce il problema educativo. Il passo successivo è: formulare ipotesi di intervento per attrezzare adeguatamente i giovani. Una tematica affrontata in rete "La scuola regredisce: dal piano nazionale dell'informatica al piano nazionale scuola digitale".