BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Formazione dei prof, il decreto Carrozza fa il solito errore

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

La cultura vera e propria, anche nel campo della didattica, sarebbe piuttosto il sapere elaborato e codificato che viene dall'università (sebbene, come è dimostrato, essa non abbia competenze sulla dinamica di elaborazione dei piani formativi delle scuole). 

In questo modo si allontana l'università dalla scuola, dove invece sarebbero necessarie sinergie e collaborazioni. Infatti, seppure malmessa, la scuola (ancora quella italiana lo è) si pone come l'unico ambito in cui gli oggetti del sapere sono resi trasmissibili alle coscienze in via di sviluppo. La scuola ha (meglio: dovrebbe avere) questa ineliminabile finalità, a qualunque livello di età si rivolga la sua offerta formativa: quella di rendere un'ipotesi di ricerca (cioè un percorso formativo) comprensibile e assimilabile per chi lo riceve, e dunque partecipabile. L'università dovrebbe essere parte attiva di questa ri-creazione dei contenuti del sapere, sostenendo e correggendo senza sostituirsi ai più diretti responsabili che sono gli insegnanti. Semmai aiutandoli a rinnovarsi e a qualificarsi ulteriormente nelle materie o attività che li riguardano. E certamente le scuole e gli insegnanti devono essere valutati. Ma non come estensori di piani decisi altrove, quanto piuttosto come protagonisti degli insegnamenti che propongono. 

In questo senso, se di formazione "obbligatoria" si dovrà trattare nel prossimo periodo (che però andrebbe premiata riconoscendo la professionalità di chi si aggiorna), perché non affidarla anche alle scuole stesse, a quelle reti che hanno dimostrato di avere effettivamente aggiunto valore alle conoscenze e competenze degli alunni, alle associazioni professionali riconosciute e che si impegnano ad elevare la qualità della docenza, anche per conto del Miur, coprendone oggettivamente le carenze sul versante della formazione e dell'aggiornamento dei più diretti responsabili della conduzione delle classi? 

La formazione dei docenti potrà diventare in questo modo un punto caldo del rinnovamento del sistema, senza escludere coloro che già stanno assumendosi una responsabilità in questo senso: non solo nella direzione degli interventi di soluzione dei casi problematici socialmente o culturalmente, ma anche di accompagnamento di alunni che desiderano sinceramente imparare i linguaggi della realtà per fruire di conoscenze che non li abbandonano.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.