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SCUOLA/ E' necessario il terremoto per ricominciare da capo?

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Non vorrei dare l’idea che a distanza di un anno è tutto a posto, perché i problemi che abbiamo di fronte sono ancora tanti: ad esempio molti alunni se ne sono andati, soprattutto a Rovereto dove la ricostruzione delle abitazioni civili non è ancora cominciata e il paese ha perso circa mille abitanti su 3500 residenti. Questo ha avuto conseguenze pesanti anche sulla scuola, che ha perso circa 100 alunni e di conseguenza si sono create situazioni difficili: a Rovereto classi poco numerose, mentre a Novi classi affollate, visto che l’organico del personale è di istituto. Abbiamo temuto di dover accorpare classi fino a 28 alunni per classe con presenza di disabili, di perdere parte dei collaboratori scolastici a fronte di una situazione ancora complicata con gli edifici. Invece a luglio la buona notizia. Grazie all’impegno congiunto dell’Ufficio scolastico regionale e dell’assessorato regionale all’Istruzione e del Miur le zone del cratere hanno avuto un incremento di organico per le esigenze post terremoto. Per noi vuol dire non accorpare le classi terminali, avere, ad esempio, una persona distaccata per un anno che si dovrà occupare di sistemare e rendere fruibile tutto il materiale informatico che ora abbiamo (Lim e cinque laboratori portatili con pc e tablet).

Siamo consapevoli che la strada è ancora lunga, per ottobre ci aspetta un altro trasloco, l’ennesimo della segreteria. Stanno infatti costruendo l’ampliamento e contiamo entro la fine di ottobre di avere le sale insegnanti, i laboratori, le aule speciali e gli uffici di segreteria. Sappiamo che la nostra scuola, i nostri paesi non potranno mai essere come prima, ma non è detto che il futuro sia peggiore.



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