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SCUOLA/ Conservatori, rivoluzionari, riformisti: 4 idee, un'unica sfida

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Qui si delineano i compiti difficile dell'educazione interculturale nelle scuole, che è passata in Italia, e non solo, dalla fase dell'assimilazionismo a quella del multiculturalismo. Oggi, dice la Santerini, si confrontano nella scuola italiana pratiche neo-assimilazioniste e tentativi di interculturalismo di seconda generazione. Si tratta di attraversare, nella scuola, una sfida tutta europea – delineata nel Libro bianco europeo sul dialogo interculturale – che di fronte alle differenze non insegua una "mitica omogeneità monoculturale", senza smettere tuttavia di cercare "ciò che è comune". 

Costantino Esposito ripercorre dal punto di vista della storia del pensiero filosofico il tema del capitolo, passando per Locke e Rousseau. L'itinerario di questi pensatori approda ad un'alternativa drammatica: o le guerre di religione o la sottomissione di ogni identità allo Stato. Rousseau nell'Emilio o dell'educazione: "bisogna scegliere se fare l'uomo o il cittadino". Per sfuggire a quell'alternativa, Esposito propone un'antropologia filosofica in cui l'Io eccede da sempre il proprio stesso processo di "auto-poiesi", cui viceversa sembra ridurlo il "nichilismo realizzato" del pensiero filosofico moderno. La fondazione ontologica dell'Io non è tutta in mano all'Io stesso, è nelle mani di una realtà eccedente. In questo bilanciamento/intreccio tra l'Io empirico e l'Io eccedente sta "la scoperta dell'identità per vivere le differenze".

Alla fine del libro, Carlo M. Fedeli ripercorre i contributi, alla luce del paradigma personalista − "individuare il punto di arrivo del percorso scolastico e formativo non tanto il lavoro, quanto piuttosto la condizione adulta"− e di quello sussidiario – "verso una scuola della società civile". Le conclusioni ripropongono "tre questioni architettoniche" che devono occupare il campo educativo: a) quella della scoperta, della conoscenza e del significato di sé, di fronte all'erranza e all'agnosticismo della condizione moderna; b) quella della tematizzazione del punto sorgivo comune dal quale originano le differenze etniche, sessuali, cognitive, psichiche, morali ecc…; c) quella della costruzione di una ragione più ampia, più riflessiva e più relazionale di quella che l'epoca moderna ha saputo concepire. La centralità dell'io e l'integralità dell'umano quali "fattori sintetici" decisivi per il cambiamento del sistema scolastico e formativo.

Resta solo un auspicio da esternare: che questa ricca cultura politica, che attraversa l'intero libro, diventi competenza effettiva di dirigenti, di insegnanti, di genitori, cioè "sapere agito". Non bastano le idee a cambiare il mondo; per farlo, devono camminare sulle gambe degli uomini.



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07/09/2013 - Come la tecnologia ha cambiato la nostra idea di (Daniele Prof Pauletto)

Come la tecnologia ha cambiato la nostra idea di 'conoscenza' . Ora "abbiamo un nuovo mezzo" per la distribuzione della conoscenza (David Weinberger *Università di Harvard) questo nuovo mezzo ha caratteristiche radicalmente differenti rispetto a quello precedente basato sui libri, perché non è fisico, ma digitale, un sistema collegato in rete, quasi senza limiti di conoscenza, sta trasformando il modo in cui noi imparano, questo comporta delle profonde implicazioni per il mondo dell'educazione e della formazione le scuole in primis. Ora, chiunque può pubblicare le informazioni, in qualunque momento, spesso non vi è alcun processo di valutazione, e l'informazione non deve essere necessariamente completa. Altri possono aggiungere ad essa, o il dibattito su di essa, questa conoscenza supplementare diventa anche parte dell'originale conoscenza, ciò comporta che il significato di quella informazione è qualcosa in continua evoluzione, non stabile e fisso come una pubblicazione su un libro. Si diffonde la Sharing Knowledge, la comprensione e conoscenza condivisa nel mondo digitale dove i Millennian occupano ampi spazi. Questo cambia completamente la dinamica della pubblicazione, mentre allo stesso tempo accelera il trasferimento di conoscenze. La velocità con cui le nuove conoscenze vanno on line ha contribuito ad accrescere il nostro senso di "Information Overload" .. Prof Daniele Pauletto (http://relazioninelweb.blogspot.it )