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SCUOLA/ È "figlia" di un congresso del Pci del 1945

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Palmiro Togliatti (1893-1964) (Immagine d'archivio)  Palmiro Togliatti (1893-1964) (Immagine d'archivio)

La pagina di storia della scuola che raccontiamo è poco nota. Del resto, la storia dell'Italia del secondo dopoguerra è poco insegnata e poco studiata, quella della scuola ancor meno. Questa è la biografia di un ossimoro longevo, ma tuttora vivo e vegeto: il gentilianesimo di sinistra. 

È il 29 dicembre del '45. Alle spalle: la Liberazione il 25 aprile, la resa delle truppe tedesche in Italia il 1° maggio; davanti: gli enormi problemi della ricostruzione economica, istituzionale e morale del Paese, che il fascismo ha gettato nella guerra mondiale e nella guerra civile interna. Tra cinque mesi, il 2 giugno del 1946, si vota nel referendum istituzionale, indetto per scegliere tra Monarchia e Repubblica, e si eleggono i deputati per la Costituente, che deve dare al paese una nuova Costituzione, dopo lo Statuto albertino. 

Il governo Parri si è dimesso da poco, essendo durato dal 21 giugno al 10 dicembre. Ora è De Gasperi al comando, ci rimarrà fino al 1953, attraverso una successione di otto governi. Questo primo governo è anche l'ultimo del Regno d'Italia. De Gasperi è stato nominato da Umberto di Savoia, che è il Luogotenente di Re Vittorio Emanuele III e che diventerà re solo il 9 maggio del 1946, per meno di un mese. Il primo governo De Gasperi durerà fino al 13 luglio 1946, quello successivo sarà nominato da Enrico De Nicola, primo presidente della Repubblica, proclamata il 2 giugno del 1946. Nel governo di unità nazionale ci sono la Dc, il Psi (che in realtà si chiama PsiUP; tornerà a chiamarsi Psi dopo la scissione socialdemocratica del 1947), il Pci, il Pli, il Pd'A (Partito d'Azione) e Dl (i Demolaburisti di Democrazia del lavoro). Vicepresidente del Consiglio è Pietro Nenni, Palmiro Togliatti sta alla Giustizia.

Dunque, è il 29 dicembre del 1945: nell'aula magna dell'Università di Roma, alle 14,30, Pietro Secchia, numero due del Pci e responsabile dell'Organizzazione, apre i lavori del V Congresso del Pci. Il IV Congresso i comunisti lo avevano tenuto in semiclandestinità nel 1931, a Colonia. In mezzo, gli sconvolgimenti internazionali e interni del quindicennio più feroce del secolo. Il Congresso si trova davanti un Paese da ricostruire. La riforma della scuola è considerata, insieme a quella del sistema industriale e dell'agricoltura, il terzo pilastro della ricostruzione dell'Italia. Sulla politica della scuola, protagonista del Congresso è Concetto Marchesi, latinista, rettore dell'Università di Padova, che il 5 dicembre 1943 aveva lanciato agli studenti l'Appello all'insurrezione contro il nazi-fascismo e poi si era dato alla clandestinità. La discussione verte sulla questione del latino. Obbligatorio o no nella scuola media? 

Già dai primi anni dell'unità nazionale si affrontavano due scuole di pensiero: quella dei classicisti e quella dei modernisti, una versione aggiornata dell'antica Quérelle des anciens et des modernes, aperta in Francia dal modernista Charles Perrault nel 1687 contro Boileau. 



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