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SCUOLA/ Dalla Germania: meglio 1 ora di islam che parlare di "fratellanza"

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LIPSIA - Dopo un articolo apparso sul New York Times (e ripreso dall'Ansa) anche in Italia si parla dell'insegnamento confessionale della religione islamica nelle scuole elementari tedesche (in modo particolare dell'Assia). 

Nel sito della Deutsche Islam Konferenz (Dik), un forum di dialogo tra i rappresentanti dello Stato tedesco e i musulmani in Germania si legge che questi sono circa 4 milioni, dei quali la metà hanno la cittadinanza tedesca (dati del 2010). I motivi della loro presenza in Germania sono di diversa natura. Il 22 per cento sono migranti che cercano lavoro; un 20 per cento è costituito da profughi che cercano asilo in Germania (in modo particolare dall'Iran e, per quanto riguarda l'Europa, dai Balcani, dopo il conflitto degli anni novanta) e il 15 per cento sono arrivati per motivo di studi (dati del 2009). La maggioranza dei musulmani proviene dalla Turchia. 

Anche da questi pochi dati è evidente che si tratta di una presenza che non può essere ignorata.

Per quanto riguarda il problema specifico dell'insegnamento confessionale della religione islamica nelle elementari, il piano di incominciare nell'Assia questo insegnamento risale alla conferenza plenaria della Dik del 2008, che prevedeva il suo inizio nell'anno scolastico attuale (2013/2014), come di fatto è avvenuto. Ma già a partire dall'anno scolastico 2012/13 esso era stato realizzato in 33 scuole della Nordrhein-Westphalen.

Il fine di questo insegnamento, come anche dell'inserimento della religione islamica nelle università tedesche, viene così riassunto dal collaboratore scientifico Abdelmalik Hibaoui, del centro per teologia islamica nella prestigiosa Università di Tubinga, in cui avevano insegnato, tra altri nomi illustri della cultura europea, Joseph Ratzinger e Hans Küng: si tratta per i musulmani di una possibilità di confrontarsi con la propria teologia, sia a livello scientifico che didattico, per un tentativo di rinnovamento e di integrazione nell'ambito di una società pluralistica.

Ovviamente a seconda della tendenza più conservativa o liberale nel dibattito tedesco questo tentativo è visto con più scetticismo (fino a toni molto critici) o con più apertura. La mia posizione è piuttosto di compromesso: un sì incondizionato al dialogo con l'islam ma una cautela nei tentativi istituzionalizzanti dell'inserimento dell'islam nel sistema scolare tedesco; questo inserimento istituzionale è invece la posizione della grande coalizione (Cdu/Csu e Spd). 

Questo non significa che a livello internazionale, per esempio per quanto riguarda l'inserimento della Turchia nell'Unione europea, la cancelliere Angela Merkel si trovi in una posizione di apertura incondizionata, piuttosto Merkel difende una posizione di cautela, anche contro la volontà di Barack Obama che ne vuole l'integrazione. 



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