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SCUOLA/ "Ministro Carrozza, all'Invalsi farebbe bene una moratoria"

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Infatti, in tal senso risultano posizioni e richieste concorrenti e simili sia da chi sostiene l'Invalsi attuale sia di chi si aspetta un cambiamento.

Recentemente, Giancarlo Cerini scriveva: "appare forzato inserire una prova standardizzata all'interno di un esame (questo avviene attualmente per la terza media), perché cambia la destinazione d'uso di una prova, che da indizio di conoscenza assume invece un suo peso nella valutazione 'legale' di fine ciclo di un singolo allievo".

Anche Stefano Stefanel: "Ci sono passaggi da rivedere (come il test nell'esame conclusivo del primo ciclo che assurdamente fa media con gli altri voti, ma dentro un esame che è tutto da buttare con cinque prove scritte e un orale e nessun bocciato, giusto per perdere tutti insieme un sacco di tempo), che nessuno vuole nascondere e una certa autoreferenzialità dell'Invalsi che deve essere modificata".

Similmente Giorgio Israel, nel 2011: "considero − e ritengo che tanti la pensino allo stesso modo − che l'introduzione del 'teaching to the test' nella scuola sia un autentico scandalo, un fatto di estrema gravità. E il punto è questo − se ne rendano bene conto all'Invalsi −: il fatto che le prove Invalsi facciano media nella valutazione dell'esame di terza media rende inevitabile l'addestramento a superarli".

Anche il sottosegretario Marco Rossi-Doria, nel 2013, si è dichiarato "contro i quiz all'esame di Terza Media".

Sulla stessa posizione è la Flc-Cgil di Domenico Pantaleo che già dal 2011 (o da prima) raccoglie firme e scrive inutilmente al ministro di turno.

Infine, i Cobas hanno già programmato scioperi per i giorni 6, 7, 13 maggio 2014.

Ci pensi, valuti e provi a farlo un "time out" ai test in terza media, ministro Carrozza.



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COMMENTI
17/01/2014 - Anomalia (Villi Demaldè)

Ha ragione Pascuzzi: nell'esame conclusivo del I ciclo si mescolano, in maniera incongrua, la valutazione interna e quella esterna standardizzata (che continuo a ritenere necessaria, anzi indispensabile, almeno in linea di principio). Un "ibrido" di difficile comprensione nelle sue ragioni e che rende questo esame - sulla carta, per lo meno - il più complesso di tutta la carriera scolastica degli studenti italiani.