BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Scrima (Cisl): vi spiego perché difendiamo l'anzianità e gli scatti

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Francesco Scrima, segretario Cisl scuola (Infophoto)  Francesco Scrima, segretario Cisl scuola (Infophoto)

Se si considera che in busta un professore della secondaria riesce solo a fine carriera a sfiorare i 2.000 euro mensili, si comprende perché la tutela del salario fondamentale resti una priorità assoluta, e come sia difficile immaginare percorsi di carriera più articolati, e legati a fattori diversi, senza il supporto di un adeguato investimento di risorse. 

La storia dei contratti scuola dimostra in modo lampante come sia sempre stato questo lo scoglio su cui si sono infranti tutti i tentativi di individuare strade diverse di valorizzazione della professionalità. È del tutto comprensibile che la categoria si mostri restia a misurarsi con ipotesi di dinamiche retributive diverse, se ciò implica un arretramento rispetto alle già limitate opportunità di cui oggi dispone. Non è ideologica, la nostra resistenza a discutere di modelli nuovi: lo dimostra il fatto che quando lo abbiamo giudicato conveniente, abbiamo fatto concessioni sulla struttura salariale. Nel 2011 è valsa la pena, ad esempio, rivedere la scansione dei passaggi di classe stipendiale per ottenere il via libera a una massiccia stabilizzazione del lavoro. Anche oggi non avremmo remore ad affrontare una discussione – anzi, a riprenderla esattamente dove l'abbiamo lasciata firmando il contratto nell'ormai lontano 2007 – se ci si desse l'opportunità di un negoziato contrattuale vero, non limitato cioè alla sola parte normativa. 

Purché sia chiaro – voglio ripeterlo − che una diversa struttura delle carriere può e deve e rappresentare per la categoria non un punto di arretramento, ma un passaggio di crescita. Da tanto tempo lo si attende, ultimamente chi governa ce lo promette, aspettiamo che alle parole seguano i fatti. 

Crediamo poi che possa aiutare a rendere proficuo e costruttivo il confronto liberarsi dalla falsa antinomia anzianità/merito (o qualunque altro fattore di avanzamento in carriera si voglia assumere): non sono fattori inconciliabili, convivono invece in pressoché tutti i sistemi retributivi di altri paesi, che assegnano sempre un valore all'esperienza acquisita con l'anzianità. 

Non convince infine, e non ci sembra trovare nemmeno troppo riscontro se gettiamo lo sguardo fuori dalla nostra porta, l'idea suggerita da Foschi nel suo articolo del 7 gennaio, di liberalizzare la docenza; idea che proprio assumendo il suo auspicio ad agire con ragionevolezza fatichiamo a veder applicata all'insieme di un sistema di istruzione il cui carattere unitario e nazionale, anche qualora si ampliassero su nuovi versanti le prerogative dell'autonomia scolastica, resta per noi elemento irrinunciabile, qualificante e costitutivo della sua natura pubblica.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.