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SCUOLA/ "Qui riposa il liceo classico". Firmato, i gentiliani di sinistra

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Elio Vittorini (1908-1966) (lombardiabeniculturali.it)  Elio Vittorini (1908-1966) (lombardiabeniculturali.it)

Secondo di due articoli, dedicati ad una poco nota pagina della nostra storia che ha condizionato tutti gli anni successivi. Fino ad oggi. Il primo articolo: SCUOLA/ È "figlia" di un congresso del Pci del 1945

Ecco la tesi di fondo: "Dovranno compiere studi superiori solo coloro che hanno per lo studio una inclinazione naturale e saranno certamente sufficienti per ora ai bisogni della società".

Lo schema di ragionamento è quello classico, da Napoleone in avanti fino a Giovanni Gentile: la società ha bisogno di un numero limitato di persone che accedano ai massimi livelli del sapere. Si tratta delle élites, la cui selezione deve essere severa. Il latino è il primo muro selettivo. Chi non lo scavalca, si distribuirà nelle mansioni inferiori. L'idea è quella di una società moderna proto-industriale, fortemente gerarchizzata, ai vertici della quale stanno le professioni liberali. Alle quali si accede o per eredità socio-culturale o per "inclinazione naturale allo studio". 

Quanto poco ci fosse di marxiano in questa espressione e quanto ci fosse di pregiudizio ideologico idealistico, ciascuno lo può vedere. Concetto Marchesi, comunista, faceva faticare a percepire che "l'inclinazione naturale allo studio" non era affatto "naturale"; era il prodotto di ambienti sociali e familiari determinati. Questa contraddizione venne subito fatta notare dall'intervento successivo sullo stesso numero della Rivista di Elio Vittorini, lo scrittore siciliano che successivamente si distaccherà dal Pci, dopo aver preso posizione con il Manifesto dei 101 contro l'invasione sovietica dell'Ungheria nel 1956, per aderire al Psi e diventare presidente dei Radicali pre-pannelliani. 

"Quando Marchesi propone di portare subito a un complesso di otto anni l'istruzione (gratuita e obbligatoria) egli può anche avere la più generosa e progressiva concezione della scuola. Ma quando poi aggiunge che bisogna chiudere buona parte delle scuole medie e universitarie per ridurre a un minimo di "veramente capaci" i frequentatori di tali scuole e ottenere una "severa selezione" negli studi, egli mostra di condividere le preoccupazioni di chi ancora concepisce gli studi non altro che come un mezzo per formare i "quadri" della società. È un problema di formazione dei quadri sociali il problema fondamentale della scuola? Certo il problema di formare i quadri esiste, ma non è un problema che riguardi soltanto la scuola, riguarda tutta l'organizzazione della società. Riguarda la scuola, solo perché la scuola può insegnare "anche" quanto occorre alla specializzazione tecnica di un uomo nella medicina, nell'ingegneria, nella chimica o semplicemente nella coltura dei piselli, nell'allevamento delle pecore. Ma vi è molto di più che la scuola può insegnare: la scuola può insegnare tutto quanto occorre all'uomo per diventare soggetto di cultura e di coscienza, di libertà, di capacità creativa e di fede nel progresso civile" [sottolineatura nostra]. 



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COMMENTI
19/01/2014 - "Non guardare indietro .." (enrico maranzana)

“Il liceo classico deve essere trasformato in un liceo professionale linguistico” è la conclusione dell’excursus storico, un esito divergente dalla finalità del sistema educativo. Il traguardo istituzionale non è la preparazione di specialisti ma la promozione delle capacità e delle competenze dei giovani. Si tratta di una situazione ricorrente: chi parla di scuola presume d’esser libero da vincoli. Emblematica la convocazione della costituente della scuola: il ministro Carrozza ricorre ai sondaggi e alle assemblee per tracciare le linee strategiche del dicastero che le è stato affidato. Si è dimenticata che la sostanza del mandato dell’esecutivo consiste nella concretizzazione della volontà del legislatore. Una situazione generata dall’assenza di una terminologia univoca e condivisa. Chi parla di scuola dimentica che il significato delle parole è contestuale e, nello specifico, il contenuto dei termini deve essere desunto dal testo della legge. Si consideri “educazione”. C’é chi la assimila al buon comportamento, chi al diritto di trasmettere la propria visione della vita, chi la definisce per elencazione (alla salute, civica, stradale ..) una varietà che è sintomo dell’assenza della capacità progettuale: la complessità dei problemi si abbatte approssimando la soluzione per raffinamenti successivi.