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UNIVERSITA'/ Così 300 studenti tolgono la polvere dalle pagine di Dante

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Statua di Dante Alighieri a Firenze (Infophoto)  Statua di Dante Alighieri a Firenze (Infophoto)

Giovedì 12 dicembre è stato appunto il terzo momento di incontro dell'iniziativa, durante il quale il prof. Pirovano ci ha presentato un Dante personaggio pronto alla scalata del Purgatorio. È il giorno di Pasqua del 1300, un giorno non casuale per un'anima che si appresta a continuare il proprio percorso di conoscenza e purificazione: "Il kronos – dice Pirovano – è ora più che mai kairòs, tempo di grazia". 

La lettura ripercorre poi l'arrivo di una nave, guidata da un angelo, caricata delle anime purganti, e il commovente incontro di Dante con una di esse, il suo amico musico Casella. Dante chiede all'anima dell'amico di intonare un canto: "Dopo avere attraversato il regno senza amore ed essere giunto in quel fondo dove perfino la pietà è morta, Dante ha bisogno di respirare nuovamente d'amore attraverso la congiunzione di parole e canto". L'indugiare delle anime per ascoltare Casella sarà severamente ripreso da Catone: questo perché "la lirica d'amore non basta a sé stessa: l'esperienza estetica deve sempre tendere alla vera sorgente del bello e del bene, che è l'amore di Dio: 'ufficio dell'arte è di portare a Dio. Se allontana, o anche solo se ne rallenta il cammino, non adempie più il suo ufficio' (C. Angelini, Il commento dell'esule, Milano 1967)".

Quella del 12 dicembre è stata una lezione ricca di contenuti, nella quale sono state sottolineate le questioni filologiche più spinose, i rimandi (interessantissimi) interni ed esterni al poema del canto, i problemi esegetici più scottanti, ma che, in ultimo, ci ha sfidato nuovamente sul campo della nostra esperienza concreta. La critica, se è vera critica, rivela un giudizio soggiacente all'opera, qualsiasi opera, con la quale il lettore deve confrontare non solo le sue opinioni intellettuali, ma la sua stessa vita: in questo senso la conclusione di Pirovano è stata molto incisiva: «Ora Catone deve intervenire perentoriamente a spegnere le lusinghe del canto d'amore […] Dante, e questa volta anche Virgilio […] fuggono via rapidamente insieme alla "masnada fresca". Il cammino verso Dio non è rettilineo. Implica delle soste dove l'anima si riconosce fragile e proprio per questa fragilità si apre più libera e più pura ad accogliere la grazia». 

Il percorso è appena cominciato e altri sette incontri ci attendono, alcuni dei quali saranno tra l'altro affidati a dantisti di fama internazionale (come il prof. Enrico Malato e il prof. Marco Santagata). Il nostro obiettivo è di continuare, l'anno accademico venturo, con il Paradiso.



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