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UNIVERSITA'/ Così 300 studenti tolgono la polvere dalle pagine di Dante

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Statua di Dante Alighieri a Firenze (Infophoto)  Statua di Dante Alighieri a Firenze (Infophoto)

"È un mattino di primavera. Sono circa le sei. Uscito fuori dall'aura morta infernale, Dante personaggio ha sete di cielo e di luce". 

Con queste parole Donato Pirovano, docente di Filologia italiana nell'Università di Torino, ha cominciato la sua lettura del secondo canto del Purgatorio nell'ambito del ciclo Per correr miglior acque. Letture dantesche torinesi.

L'idea di organizzare una serie di Lecturae Dantis in università nasce circa un anno fa, quando un gruppetto di miei compagni di studi ed io rimaniamo colpiti dalle lezioni del prof. Pirovano, lezioni che uniscono un altissimo livello culturale e accademico ad un'inaspettata profondità di contenuti. Dante non ci appare più semplicemente come uno dei più grandi poeti italiani (se non il più grande e il più studiato), ma il protagonista di un cammino profondamente umano. A partire da questa scoperta cultura e vita cominciano per noi a risultare, di nuovo, sorprendentemente e concretamente legate fra loro.

Finito il corso emerge di schianto fra noi studenti l'esigenza di continuare quest'esperienza, e il professore accetta, mettendo a disposizione gratuitamente il suo tempo: ne nasce una breve serie di letture di canti dell'Inferno, aperta a tutti gli studenti della magistrale in italianistica, che alla fine dell'anno decidiamo di ampliare, per allargarla a tutti i nostri compagni di università. Quel che è successo è infatti troppo affascinante per non condividerlo con tutti.

Per correr miglior acque, che da primo verso della seconda cantica dantesca (su cui ci concentreremo quest'anno) diventa titolo dell'iniziativa e augurio per la nostra avventura, trova da subito l'entusiasta collaborazione di molti docenti e del Dipartimento di Studi umanistici, che provvede a supportarci economicamente. La grande disponibilità e l'accesa gratitudine che fin dall'inizio abbiamo avvertito intorno a noi, da parte di professori e studenti, ci ha trovati stupiti, noi per primi, di quanto accaduto, consapevoli che l'unico merito che possiamo assumerci è quello di aver assecondato la realtà e di aver preso consapevolezza di un modo di affrontare lo studio che ci affascinava. Ci siamo accorti di come sia possibile, scorgendo i tanti esempi positivi di persone vive e appassionate (professori e studenti) che la realtà ci pone davanti agli occhi, essere uno strumento affinché rifiorisca un vero modo di vivere l'università, più corrispondente alle proprie attese. E uno dei frutti di questo cammino, forse il più gradito, è stata l'amicizia, realmente inaspettata, che è venuta a crearsi fra noi dieci studenti impegnati a organizzare questo percorso. 

L'incontro inaugurale, tenutosi lo scorso 15 ottobre, ha visto la partecipazione di circa 300 fra studenti e professori, numero che si è tendenzialmente riconfermato anche per le due occasioni successive.



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