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SCUOLA/ Lo scienziato: genitori, "donate" ai vostri figli il metodo critico

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Rendere personale ciò che si apprende, questo è il compito della scuola. "Questo significa avere un metodo nel quale l'esperienza critica del ragazzo sia chiamata in causa continuamente". A dirlo è Marco Bersanelli, professore ordinario di astronomia e astrofisica e direttore della scuola di dottorato in fisica, astrofisica e fisica applicata dell’Università degli Studi di Milano. Si occupa di cosmologia e in particolare di misure del Fondo Cosmico di Microonde (Cmb), la prima luce dell’universo. Da due anni è anche presidente della Fondazione Sacro Cuore di Milano, che gestisce diverse scuole paritarie di ogni ordine e grado e aderisce a CdO Opere Educative, promotrice della campagna nazionale OpenDay Insieme – La scuola per crescere

Prof. Bersanelli, in fatto di iscrizioni, studenti e famiglie sono alle prese con il delicato e difficile compito della scelta. Siamo all'altezza di questo compito?
Quando la situazione si fa dura occorre saper bene quali sono le cose essenziali, quelle a cui non si può rinunciare - come sa bene qualunque alpinista o esploratore. Così in questo momento emerge nelle famiglie italiane quali sono le priorità vere, al di là delle affermazioni di principio. Mi colpisce quando parlo con colleghi di università americane o tedesche o inglesi, persone delle più diverse provenienze culturali ma sicuramente persone non banali, scoprire che spesso fanno di tutto per assicurare le migliori scuole ai loro figli, anche con grandi sacrifici economici. Le persone più aperte e consapevoli vedono con assoluta evidenza la priorità dell'educazione rispetto ad altre necessità. Nulla infatti ha valore quanto la formazione della persona, e il decadimento di questa coscienza coincide con il decadimento della civiltà.

Eppure in molti casi le famiglie sono disorientate nella scelta, dato che nel nostro paese ancora manca un sistema effettivo di valutazione delle scuole, oppure tendono a privilegiare criteri di comodo, quali ad esempio la vicinanza da casa. A cosa dovrebbe fare attenzione una famiglia per inquadrare correttamente la questione della scelta?
La vicinanza alla casa non è di per sé un criterio sbagliato, ma credo sarebbe superficiale se fosse l'unico o il principale. Ed è vero che la valutazione delle scuole in Italia è ancora insufficiente. Ma spesso la prima debolezza sta nel criterio delle famiglie stesse. La questione è: che cosa chiediamo alla scuola oggi per i nostri figli? Il mondo oggi è assai diverso da quello a cui ci siamo affacciati noi della nostra generazione, e non solo perché la situazione economica è più difficile.

Cioè?
Ad esempio, cercare lavoro oggi richiede un approccio diverso, ci vuole molta più iniziativa, conoscenza, duttilità, capacità di rischio. Ma soprattutto la velocità con cui le esigenze del lavoro e della società mutano è talmente elevata che noi non sappiamo neanche quali saranno le sfide che i giovanissimi di oggi incontreranno nel loro futuro, quando usciranno dalla scuola e dall'università.

Quindi la scuola cosa può fare? 



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COMMENTI
26/01/2014 - Scuola e telescopi (enrico maranzana)

“Non sappiamo neanche quali saranno le sfide che i giovanissimi di oggi incontreranno nel loro futuro, quando usciranno dalla scuola e dall’università”. Si tratta della tesi che il parlamento, a partire dal 1969, ha progressivamente elaborato. Ha modificato l’orientamento del sistema educativo: la promozione e al consolidamento delle capacità dei giovani è l’attuale finalità; traguardo da conseguire attraverso l’utilizzo strumentale della conoscenza. E’ sorprendente che chi parla di scuola si limiti a enunciazioni generali e non si curi dei raffinamenti che la legge ha avanzato e occulti le sistematiche elusioni delle norme, causa prima del mancato superamento di obsolete e inefficaci pratiche scolastiche. I regolamenti di riordino del 2010, ad esempio, hanno invano ricordato la dinamicità delle discipline, hanno sottolineato la centralità dei relativi metodi di ricerca, hanno indicato come i laboratori debbano essere assunti come pratica didattica ordinaria. La conclusione dell’articolo non è visibile: manca il link alla seconda pagina dello scritto.