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SCUOLA/ Aprea: con la tecnologia si impara di più, ecco le prove

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Secondo una ricerca che Apple ha condotto nelle scuole che utilizzano il tablet per l'apprendimento, gli studenti sono più soddisfatti, più motivati e raggiungono migliori risultati, grazie ad una modifica profonda dell'ambiente di apprendimento che è veicolata dalla tecnologia, senza tuttavia limitarsi a questa.

L'Ofsted, il noto - e temuto - ente di valutazione delle scuole britanniche, ha descritto come in queste scuole "il rapido miglioramento dei risultati degli studenti è diretta conseguenza della trasformazione dell'insegnamento".

L'introduzione della tecnologia nella didattica produce un cambiamento complessivo, dell'insegnamento, dell'apprendimento e del contesto, secondo i tre pilastri individuati da Apple: content, creation e contest.

I contenuti sono caratterizzati da interattività, divertimento e coinvolgimento. Gli studenti che dichiarano di essere soddisfatti nello studio sono passati dal 31% a ben l'87% dopo l'introduzione del digitale.

Ciò aumenta la motivazione all'apprendimento, che consente anche di superare quella noia e disaffezione allo studio che i rapporti Ocse ogni anno ci segnalano. D'altronde nell'era dell'informazione sempre e ovunque a disposizione, non possiamo che prendere atto del fatto che la mera trasmissione del sapere si debba trasformare in qualcosa di altro, caratterizzato da un coinvolgimento dello studente direttamente nel processo di apprendimento.

L'uso della tecnologia può favorire inoltre la creatività, sviluppando la naturale predisposizione di questi ragazzi nativi digitali alla ricerca e al collegamento delle informazioni e dei diversi tipi di media.

La creatività è propria dei ragazzi e tenere vivo questo elemento nell'ambito dell'apprendimento rende più fertile il lavoro comune di docenti e studenti.

Superando anche i pregiudizi per cui la tecnologia produrrebbe isolamento, la ricerca Apple dimostra invece che essa consente ai ragazzi di essere fortemente inseriti nell'ambiente in cui vivono, tessendo molte più relazioni attraverso la rete, perché apre a modalità più dinamiche e ad un più aperto confronto.

Questa la sintesi dell'Apple Education Leadership Summit 2014, dove sono stata invitata insieme ad un nutrito gruppo di docenti e di esperti di educazione, anche italiani.

Al netto della proposta commerciale di Apple, che evidentemente non può e non deve interessare le istituzioni, sono rimasta favorevolmente colpita da questi aspetti ed in particolare dal fatto che la tecnologia aumenta la partecipazione della famiglia nello studio dei figli. Secondo i dati della ricerca Apple, la condivisione del lavoro di studio con i genitori era del 15% prima dell'introduzione del tablet, passando poi al 56%, con un aumento del 250%. 

In tal senso è evidente che l'introduzione della tecnologia a scuola non significa solo tablet, ma ha bisogno di un ecosistema completo: di infrastrutture, di contenuti, di formazione dei docenti, ma anche, non dimentichiamocelo, del coinvolgimento delle famiglie.



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