BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Masi (Cdo): Clil, così il Miur penalizza ancora una volta le paritarie

Pubblicazione:

Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

Esattamente. E questo nonostante la vitalità di molte scuole paritarie che il Clil lo fanno, a volte anche supportando i propri docenti nel miglioramento delle competenze linguistiche. Ma di questo si sa poco o nulla, e soprattutto il Miur, come per altri casi, non si interessa della scuola paritaria.  Tocca alla scuola paritaria farsi presente e reclamare il proprio diritto ad essere veramente quello che è di diritto, scuola pubblica, cioè per tutti.

In che modo?
Innanzitutto attraverso una indagine conoscitiva a livello nazionale che porti alla luce il fabbisogno formativo reale dei docenti delle paritarie. Bisogna saper dire quanti sono i docenti che, o perché impegnati o da impegnarsi in percorsi Clil in un certo istituto, dovrebbero poter intraprendere quel  percorso di formazione che è al momento loro precluso.

Non dovrebbe essere questo un compito del Miur? Per i docenti delle statali è stato fatto.
Dovrebbe, ma allo stato attuale delle cose questa indagine deve giocoforza partire dalla paritaria. A tale scopo come associazione abbiamo steso, in collaborazione con l2teach − un gruppo di scuole lombarde che si occupano stabilmente di Clil − un questionario compilabile on line rivolto ai docenti delle paritarie che vogliono potersi "certificare" come docenti Clil, ovviamente in presenza dei due requisiti, laurea e competenza linguistica, indispensabili. Il questionario sarà disponibile sul nostro sito fino al 28 febbraio, i dati  verranno poi raccolti ed analizzati. Abbiamo esteso la proposta anche ad altre associazioni paritarie al fine di consentire una rilevazione accurata del bisogno formativo relativo al Clil. La rilevazione è il primo passo per poter far presente il fabbisogno formativo reale ed individuare strade percorribili per arrivare a certificare i docenti. 

Ma perché è così importante che il docente sia certificato?
La certificazione è l'esito di un processo di formazione fornito dalle università il cui scopo è, almeno idealmente, migliorare la professionalità del docente stesso, condizione fondamentale per garantire un'offerta formativa altamente qualificata. E quindi a tutto vantaggio degli studenti.  Anche se mi auguro che un modello sussidiario possa essere accolto pure in questo ambito.

Cosa intende qui con un modello sussidiario?
Liberalizziamo i percorsi formativi, attualmente del tutto verticistici. Ad esempio riconoscendo  l'attività formativa delle associazioni e dei docenti stessi in merito alla metodologia Clil, o facendo in modo che i dirigenti scolastici possano valutare e certificare la competenza dei loro docenti. In sostanza, individuando forme di riconoscimento della formazione generata dalla fattiva opera individuale e consociata dei docenti stessi, siano essi della paritaria e della statale. Cioè della scuola  pubblica.

(Silvia Ballabio)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.