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SCUOLA/ Tutte le ragioni per tornare al "sei politico"

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Le trasformazioni sociali in atto esigono l'adozione di due modelli tra loro antagonisti, ed entrambi fallaci: un pedagogismo burocratizzato in Pdp (piani didattici personalizzati) formali o informali, se non addirittura (e peggio ancora) in un sentimentalismo spesso segnato più dal timore di ricorsi legali delle famiglie che da sincera empatia; oppure un sereno e rilassante approdo al "sei politico", debolissimo sul piano educativo, ma che restituisce spazi alla fisica, alla chimica, alla filosofia e al sapere in tutta la sua bellezza. Tertium non datur

Ma la tragicità della scelta (perché, ricordiamolo, parliamo della formazione dei nostri figli) non nasce nelle dinamiche del mondo scolastico, bensì in quelle del contesto culturale, che abitua i propri membri a percepire in modo distorto il meccanismo stesso della valutazione e del successo individuale. È la nostra cultura a dover essere riformata, non la scuola, che se viene investita di attenzione politica è sempre e soltanto per ottemperare all'unico fine che i nostri cittadini sembrano attendersi dal nostro operato: fare le nozze coi fichi secchi.



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COMMENTI
28/01/2014 - non ho capito una parola (Emilio Colombo)

ma forse è meglio così, mi pare quasi che cominciamo a partorire anche noi degli "intellettuali".

 
28/01/2014 - tornare indietro (luisella martin)

Siamo sicuri che sia saggio tornare al "sei" politico? Siamo certi di aver studiato a fondo, senza pregiudizi, il tema della valutazione? Il nostro agire da educatori a quale maestro, a quale modello si è ispirato? Nelle belle famiglie di un tempo i figli si amavano per quelli che erano, senza confrontarli uno con l'altro. Si insegnava loro ad autovalutarsi, a scegliere la strada giusta, dando loro pillole di fiducia e sciroppi di allegria, anche quando sbagliavano. Forse avremmo dovuto far crescere i nostri alunni come i nostri nonni fecero con i loro figli, avendo a disposizione una bella dose di umiltà (che proveniva spesso dall'ignoranza) e di perdono, amandoli semplicemente. Forse è la mancanza di consapevolezza della propria ignoranza degli educatori ad aver creato un mostro di questa scuola italiana.