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SCUOLA/ Perché a Trento i dati Ocse-Pisa sono migliori?

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Il carattere di maggiore equità caratterizzante la scuola trentina è testimoniato anche dalla variabilità registrata tra le scuole della provincia che è notevolmente inferiore alla variabilità rilevata in altre aree del Paese.

I dati Ocse-Pisa sono confermati dai risultati delle rilevazioni annuali Invalsi di italiano e matematica nelle classi II e V della scuola primaria, I e III della scuola secondaria di I grado e II della scuola secondaria di II grado che collocano gli studenti trentini nei primi posti della classifica nazionale.

Quali le possibili ragioni delle eccellenti performance degli studenti trentini nelle rilevazioni nazionali ed internazionali degli apprendimenti? La risposta non è facile né univoca. Cercherò di fornire alcuni elementi interpretativi analizzando i più significativi aspetti del contesto istituzionale trentino e facendo riferimento a dati documentali.

Con il DPR n. 405 del 15 luglio 1988 alla Provincia Autonoma di Trento viene attribuita  competenza concorrente in materia di istruzione, quindi essa assume la potestà di emanare norme legislative nei limiti dei principi stabiliti dalle leggi dello Stato. Inizia da quel momento un'intensa fase legislativa intesa a dotare la Provincia di strumenti e organismi indispensabili all'esercizio delle proprie funzioni. Già nel 1989, quasi dieci anni prima rispetto al contesto nazionale, viene emanata la legge provinciale sull'autonomia delle scuole (LP n. 6) conferendo alle stesse maggiore autonomia amministrativa, organizzativa e finanziaria. Nel 1990 è stato istituito l'Iprase (Istituto Provinciale di Ricerca, Aggiornamento e Sperimentazione Educativa) quale ente funzionale della Provincia; sempre nello stesso anno veniva istituito il Comitato provinciale di valutazione del sistema scolastico che tra l'altro ha anche il compito di individuare indicatori di qualità ed efficienza per la predisposizione del quadro dell'offerta formativa nonché per la valutazione dei risultati.

La legge nazionale n. 59 del 1997 costituisce un punto di arrivo nella legislazione concorrente attribuendo la personalità giuridica a tutte le scuole e riconoscendo esplicitamente alle Regioni a statuto speciale e alle Provincie autonome di Trento e Bolzano la potestà legislativa in materia di autonomia scolastica nel rispetto e nei limiti dei propri Statuti e delle relative norme di attuazione. 

Il nuovo panorama normativo apre enormi possibilità e mette le ali al sistema trentino. Non è questa la sede per soffermarsi su tutti gli strumenti normativi che la Provincia  è riuscita a darsi, tuttavia alcuni riferimenti sono necessari e servono a dare una visione unitaria dell'attuale sistema scolastico trentino. Innanzi tutto la Legge provinciale n. 5 del  7 agosto 2006 che disciplina organicamente il sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino e a seguire i suoi più importanti regolamenti attuativi riguardanti: l'integrazione degli studenti stranieri, l'inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali, la definizione dei piani di studio provinciali, la valutazione degli studenti, l'esercizio dell'autonomia finanziaria delle istituzioni scolastiche e il reclutamento dei dirigenti scolastici.



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COMMENTI
03/01/2014 - Semplice (luciano dario lupano)

Perché al di la del luogo comune delle risorse sono seri e badano al sodo. E per capire come funziona altrove è sufficiente guardare un Tg, servizio pubblico??, e badando ai conati di vomito, vedere tutti quei chiaccheroni che badano solo a presenziare e dare la colpa agli altri della loro inutilità!