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SCUOLA/ Aprea: dopo la vergogna degli scatti serve un nuovo contratto

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Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

Non si può arrivare a dare uno stipendio più alto solo perché si è alla fine della carriera e non incentivare i giovani docenti quando hanno motivazione ed energia per contribuire a qualificare la scuola.

Sembrano questioni ovvie se si guarda non solo ai contratti del settore privato, ma anche a molti contratti del pubblico impiego. Invece la scuola è ancora lontana non solo dal raggiungere questi obiettivi, ma persino dal metterne la discussione all'ordine del giorno.

A questo proposito va ricordato che proprio il ministro Gelmini, nell'ambito della riqualificazione della spesa pubblica dell'istruzione, operata anche attraverso la diminuzione di posti di insegnamento e la revisione complessiva degli ordinamenti, destinò ben il 30% dei risparmi ottenuti ad un intervento sperimentale che premiasse il merito degli insegnanti.

Qualcosa fu fatto in questa direzione per due anni, con il progetto sperimentale "Valorizza" che aveva l'obiettivo di sperimentare modalità e strumenti per l'individuazione e la valorizzazione degli insegnanti che si erano distinti per un generale apprezzamento nelle proprie scuole e riconoscere loro un incentivo economico pari ad una mensilità di stipendio. Il progetto si basò sulla partecipazione volontaria delle scuole, nel costante confronto con i sindacati, e venne affidato all'Associazione TreeLLLe e alla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo il compito di redigere un Rapporto di ricerca sull'efficacia del metodo, che tenesse conto di tutte le critiche e i suggerimenti provenienti dalle scuole.

I risultati della sperimentazione furono interessanti: si riconobbe un metodo per individuare i docenti migliori, con un criterio che confrontasse le opinioni di studenti, famiglie e colleghi, per giungere ad una reputazione professionale equilibrata.

Questa sperimentazione permise anche di toccare con mano la buona disponibilità della scuola e degli insegnanti ad essere valutati ed a differenziare la retribuzione. Il rapporto finale conteneva l'indicazione di una diffusione progressiva dell'esperienza, per giungere "a tre diverse e legittime aspettative di ogni insegnante meritevole: più remunerazione, più prestigio, più carriera". 

Purtroppo appena il ministro Gelmini lasciò il dicastero di viale Trastevere, il suo successore, il ministro Profumo, prese due decisioni gravissime nell'indifferenza generale: interruppe ogni intervento di valutazione dei docenti e dirottò le risorse stanziate per il riconoscimento del merito agli scatti di anzianità generali.

Con ciò produsse due ulteriori danni, che i matematici potrebbero definire al quadrato: si interruppe un difficile cammino intrapreso per diffondere la cultura della valutazione degli insegnanti e ci si arrese alla constatazione che l'unico merito riconoscibile agli insegnanti fosse l'invecchiamento nella propria professione.

Ma se Profumo aveva sbagliato al quadrato e si può considerare in tal senso un conservatore, certo lo stupore postumo del ministro Carrozza lascia senza fiato: si straccia le vesti dopo aver partecipato a tutte le decisioni collegiali del Consiglio dei ministri.



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COMMENTI
09/01/2014 - Vergogna di cosa? (antonio beltrani)

Eppure ad un lavoratore autonomo quando l'amministrazione finanziaria si accorge di aver concesso una detrazione maggiore del dovuto immediatamente viene richiesto il versamento dell'importo ingiustamente detratto. Due pesi due misure, gli statali sono sempre i più garantiti.