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SCUOLA/ Aprea: dopo la vergogna degli scatti serve un nuovo contratto

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Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

La scuola ed il Paese hanno vissuto un forte sconcerto per l'avvio da parte del ministero dell'Economia della procedura di restituzione forzosa degli scatti di anzianità maturati – a norma di contratto – da una parte dei lavoratori della scuola italiana.

Quelle del ministro dell'Istruzione sono sembrate lacrime di coccodrillo, quando dichiarava di schierarsi dalla parte degli insegnanti e si appellava al ministro dell'Economia per tornare sui suoi passi. Dov'era il ministro Carrozza quando il Consiglio dei ministri ha prorogato di un anno il blocco del rinnovo contrattuale e gli scatti di anzianità con il DPR 122 del settembre 2013? Possibile che i tecnici del ministero, a cominciare dal Capo dipartimento e dai responsabili degli uffici legislativi di viale Trastevere e di Palazzo Chigi, non avessero valutato le ricadute di quella norma, che aveva un carattere retroattivo? Perché il ministro Carrozza non ha denunciato allora quella scelta?

Da questo punto di vista ha ragione il ministro Saccomanni, che non ha fatto altro che mettere in atto quanto era già stato approvato dal Consiglio dei ministri.

Perché tanto scandalo oggi quando la scelta è stata presa a settembre? E chi ha permesso allora al presidente del Consiglio ed al ministro Saccomanni (i due firmatari di quel DPR) di fare queste scelte, oggi deve fare il mea culpa, e non chiedere di non applicare una norma.

Quanto è successo appare grottesco, certo inedito, mai verificatosi in passato, nemmeno con i tanto vituperati governi di centro destra, che si sono adoperati, nel processo di riqualificazione della spesa pubblica, per liberare risorse al fine di qualificare e premiare la professionalità docente attraverso un riconoscimento del merito.

Auspico che l'ondata di sdegno che oggi coinvolge tutti possa essere l'inizio di un percorso virtuoso, che non si accontenti del risultato, raggiunto velocemente, di recuperare una situazione scandalosa. 

Ciò che in questa incresciosa situazione mi lascia maggiormente amareggiata è che da anni stiamo parlando di incentivare i migliori docenti attraverso il superamento dei semplici scatti di anzianità, per creare al contrario un vero sviluppo di carriera e ancora non ci siamo riusciti. Oggi siamo alla XVII legislatura ed è dalla XIV, cioè dal periodo 2001-2006, che per volontà del ministro Moratti e della mia persona in qualità di sottosegretario, si è aperta la strada della valutazione degli apprendimenti e delle scuole, ma non è stato possibile ancora affrontare e predisporre la valutazione degli insegnanti.

La valutazione degli insegnanti è la premessa per introdurre una premialità, all'interno di una più complessiva revisione del contratto che superi l'attuale uniformità solo formale – che nasconde invece grandi differenze tra docente e docente - e permetta la differenziazione dei ruoli e delle carriere, consentendo il giusto riconoscimento retributivo e di ruolo a chi lavora di più e meglio.



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COMMENTI
09/01/2014 - Vergogna di cosa? (antonio beltrani)

Eppure ad un lavoratore autonomo quando l'amministrazione finanziaria si accorge di aver concesso una detrazione maggiore del dovuto immediatamente viene richiesto il versamento dell'importo ingiustamente detratto. Due pesi due misure, gli statali sono sempre i più garantiti.