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SCUOLA/ Cari studenti in piazza, la vostra "grande bellezza" è solo un'idea (vecchia)

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Studenti ieri in piazza (Infophoto)  Studenti ieri in piazza (Infophoto)

E' in forza di questa incompiutezza che non vogliamo la buona scuola di Renzi, né la protesta per la grande bellezza sempre più decadente; è l'incompiutezza del cammino quotidiano dell'educazione, è l'incompiutezza dei programmi, del tempo che non è mai abbastanza, è questa incompiutezza che rende una conquista il cercare la risposta alle domande che il cuore avverte e la ragione asseconda. Il bello della scuola è proprio questo, fare i conti con quello che manca e da lì riprendere ogni giorno l'avventura della libertà. La questione seria della scuola è che vi sia più libertà, più autonomia e vera parità. Solo per questo io scenderei in piazza subito, solo per questo, di meno di questo non va la pena.



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COMMENTI
13/10/2014 - La buona scuola low cost, anzi no cost! (Vincenzo Pascuzzi)

«Avverto che la buona scuola c’è già …. “» scrive giustamente Salvatore Modica. L’osservazione è destinata a governo e ministero che ancora non lo sanno o fingono. E l’aveva già notato la preside Mariapia Veladiano su Repubblica del 4.9.2014 ed io l’avevo citato in una nota (La “buona scuola” partita senza meta e senza bussola): «Il titolo. “La buona scuola” somiglia a uno slogan pubblicitario, “pieno di buonismo perfidino” e “sottintende una cattiva scuola da cui prendere le distanze”, mentre in realtà “La nostra non è una cattiva scuola. È una scuola senza risorse”». La finalizzazione mediatica, pubblicitaria e di marketing è palese e confermata dalla bella foto di Renzi che mostra il fascicolo di 136 pagine quasi fosse un novello Mosè appena rientrato dal Sinai con le Tavole della Legge! Però problemi ne esistono: strutture inadeguate e non a norma, bocciature eccessive, dispersione al 17% e concentrate nei tecnici e professionali, precariato c,d. storico, retribuzione inadeguata del personale, …. Tutti problemi che richiedono maggiori risorse, meglio l’allineamento delle stesse alle medie europee e internazionali. Ma non ce n’è traccia nelle 136 pagine.

 
12/10/2014 - la buona scuola (Salvatore Modica)

Avverto che la buona scuola c'è già....e sono io che entro in classe e guardo gli occhi dei miei alunni che mi scrutano quasi a domandare: vale ancora la pena vivere? vale la pena studiare, impegnarsi, fare fatica per apprendere? Dico qsto perché sto pensando che domani entro, alla prima ora di lezione, in una prima superiore già definita "terribile". Andrò a vedere cosa accade, anzi Chi accade e andrò a verificare se avrò occhi per vedere "TUTTO" ciò che accade e cuore per poterlo ospitare. Cosa c'è di più Buono e più Bello di questo?

 
11/10/2014 - La protesta è CONTRO non PER un' idea perfetta (Vincenzo Pascuzzi)

1) “E' precisamente questa, che vi sia una idea perfetta di scuola, la nuova ideologia (*) .... la convinzione che siano le idee a cambiare la realtà”. Non risulta. Nella sezione “Cronaca” di questo sito leggiamo: “Studenti in piazza CONTRO riforma e Jobs Act: proteste in tutta Italia” e “Gli studenti di tutt’Italia, da Nord a Sud in piazza per rivendicare diritti e futuro e combattere la precarietà”. Non manifestazioni PER “una idea perfetta di scuola”. 2) “Così ci si sta perdendo, e questo è grave dopo la speranza che il presidente del Consiglio ha acceso mettendo l'educazione tra le priorità del governo”. Renzi non ha acceso nessuna speranza, solo qualche aspettativa iniziale, presto svanita: la priorità (quasi un ossimoro se è fra altre priorità non note) è risultata solo propaganda chiassosa. Il governo è in carica da 8 mesi e ancora non c’è nessun atto che concretizzi la priorità tanto declamata. Il Sole24Ore di ieri riferiva che, in sede di legge di stabilità, per il Miur i tagli saranno superiori agli investimenti. Su questo sito, sezione “Cronaca”, troviamo conferma: “Scuola: Pacifico (Anief), manovra al ribasso del Governo (1, 2, 3)". ------- (*) È ricorrente – qui e altrove - l’espediente di etichettare come ideologia le posizioni ALTRUI non condivise; le PROPRIE posizioni invece spesso non vanno argomentate perché sostenute da richieste imperative Ue, o da statistiche selezionate dall’Ocse o altro, o perché “i tempi sono maturi”....

RISPOSTA:

I soliti commenti intellettuali e astratti quelli del signor Pascuzzi, che evidentemente non conosce la scuola reale, quella in cui ogni insegnante si trova di fronte a venticinque/trenta ragazzi e ragazze con un compito affascinante quanto impossibile, quello di accendere in loro il desiderio di conoscere e di iniziare qui di un cammino. Il signor Pascuzzi con i suoi commenti irrisori non fa altro che prendere per il culo chi ogni giorno tenta questa avventura, e questo fascino. Non ce lo può rubare con argomentazioni astruse. A noi interessa parlare della scuola reale, non ci interessa ragionare sulla scuola, vogliamo parlare della drammaticità quotidiana, perché un'ora di lezione si raggiungono vertici di interesse come si sprofonda con pesanti cadute, questa è un'ora di lezione, un magma di sentimenti e tensioni diverse con ostacoli non di poco conto. Ci lasci parlare di questo, della umanità ferita che vibra dentro un'ora di lezione! Ma lei questo fa finta di non capirlo con le sue argomentazioni pretestuose, perché lei di questo non vuol parlare, lei non vuole confrontarsi con quello che succede in un'ora di lezione, soprattutto con chi ci mette la vita in quello che insegna. Visto che lei non ci si vuole paragonare, che almeno lo rispetti! GM