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SCUOLA/ Accademia, una proposta per riscoprire la ragione

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Michelangelo, Giudizio universale (particolare) (Immagine d'archivio)  Michelangelo, Giudizio universale (particolare) (Immagine d'archivio)

Venerdì 17 ottobre 2014, presso l’Università degli studi di Milano Bicocca (ore 14.30) verrà presentato il volume Conoscenza e compimento di sé. Formazione interdisciplinare in Matematica, Scrittura, Storia, Dante, a cura di Eddo Rigotti e Carlo Wolfsgruber, edito dalla Fondazione Sussidiarietà. Introdurrà i lavori Giorgio Vittadini; interverranno: Susanna Mantovani (Università Milano Bicocca); Eddo Rigotti (Università della Svizzera Italiana di Lugano); Paolo Nanni (Università di Firenze). Saranno quindi presentate documentazioni dai lavori di “Accademia” di Cecilia Bellucci (Liceo Classico Convitto Cicognini di Prato) e Maria Grillo (Liceo Classico Alexis Carrel di Milano).

«A chi ha il coraggio di fare scuola»: con questa impegnativa dedica dei curatori Eddo Rigotti e Carlo Wolfsgruber si conclude il volume Conoscenza e compimento di sé (Fondazione Sussidiarietà, Milano 2014), che raccoglie i lavori di “Accademia. Formazione interdisciplinare in Matematica, Scrittura, Storia, Dante”. Una dedica rivolta al mondo della scuola, che acquista un significato particolare nella situazione attuale, in cui è aperta, proprio in questi mesi, la consultazione pubblica promossa dal governo sul Piano “La Buona Scuola”.

La scuola italiana è indubbiamente ricca di contenuti e offre molteplici competenze ed abilità che riflettono la nostra tradizione. Tuttavia proprio questa ricchezza e questa varietà possono creare effetti di frammentazione disciplinare (con i rispettivi linguaggi), determinando così una inevitabile disarticolazione del sapere. La pur richiamata necessità di percorsi interdisciplinari o di “verticalizzazione” finisce spesso per essere un mero accostamento dall’esterno di contenuti e metodi separati, se non addirittura antitetici: come la divaricazione tra area umanistica e scientifica. La proposta di “Accademia” si fonda invece su un punto di sintesi che si colloca alla radice dei diversi percorsi disciplinari: «La sfida in cui Accademia si cimenta è la messa a fuoco (e il riconoscimento delle implicanze) del fatto, in sé ovvio, ma non di meno stravolgente, che la stessa ragione umana è all’opera – certo con i metodi specifici richiesti dai diversi oggetti – nell’incontro conoscitivo con le più varie sfere della realtà. Ne consegue l’impegno di portare alla luce le forme di razionalità, ossia le dinamiche conoscitive, operanti in diverse discipline, confrontandole fra loro per evidenziarne gli ultimi comuni fondamenti, senza trascurarne le peculiarità» (dalla Prefazione dei curatori Eddo Rigotti e Carlo Wolfsgruber).

L’ideale di “Accademia” è una scuola dove sia anzitutto interpellata la ragione, in quanto irriducibile energia di immedesimazione con la realtà e altrettanto tenace esigenza di nessi e di significato. Una scuola, dunque, come effettivo luogo di educazione. «Non c’è educazione senza realtà» affermava in un’intervista a ilsussidiario.net Carlo Wolfsgruber (16 settembre 2013), con un punto di attenzione: «la realtà, e non un “discorso” sulla realtà, un puro sapere. Se la scuola si ferma solo al discorso o al sapere, non educa, cioè non permette alla realtà di sfidare la ragione e di far maturare l’autocoscienza».



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