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SCUOLA/ Bobba (sottosegretario): aiuteremo le imprese ad assumere i giovani

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Luigi Bobba, sottosegretario al Lavoro (Immagine d'archivio)  Luigi Bobba, sottosegretario al Lavoro (Immagine d'archivio)

Intanto saluto con favore che Confindustria abbia fatto un documento dedicato anche all'istruzione e formazione professionale come parte integrante del sistema di education del paese, mentre fino ad ora ci aveva parlato esclusivamente all'istruzione tecnica. L'IeFP rimane l'elemento di maggiore criticità di tutto il nostro sistema educativo in senso lato, e richiedeva effettivamente un cambio di marcia nella considerazione e nell'approccio.

Ma dove sta il problema?
Lo scollamento dal mondo del lavoro e dal sistema delle imprese deriva proprio dalla debolezza di questa "seconda gamba". Lo stato, dopo aver fatto una riforma intelligente con l'introduzione del sistema di IeFP consentendo di assolvere l'obbligo, di ottenere la qualifica e di inserirsi in percorsi di istruzione superiore, di fatto non l'ha finanziato adeguatamente.

Insomma è una gamba importante, ma rimane la più fragile…
Sì, perché i soldi destinati dallo stato alle regioni sono soggetti al patto di stabilità. Non così per le risorse ordinarie dell'istruzione secondaria. 

Per Confindustria istituti tecnici e professionali hanno perso il contatto con il mondo dell'impresa, dalla scuola però rispondono che le imprese sono refrattarie ad assumere i giovani.
E' vero che le imprese nel loro insieme non hanno fatto granché; è anche vero che un sistema di alternanza dovrebbe essere favorito dalle istituzioni con una maggiore flessibilità e fiscalità dei costi.

Le dimensioni delle imprese quanto contano?
Sono importanti. C'è, come sappiamo, un esperimento di alternanza in alcune grandi imprese regolato dal decreto Carrozza, ma sono piccoli numeri. Per avere grandi numeri ci vorrebbe un coinvolgimento vasto sia dei Cfp regionali, sia di tutto il sistema della Pmi, che per la sua frammentazione non ha le strutture e gli strumenti per gestire dei percorsi seri di inserimento e alternanza scuola-lavoro. Ma mi auguro che alle proposte chiare e alle parole forti di Confindustria contenute nel documento corrisponda anche un cambio di passo nelle imprese.

Le testimonianze di alcuni giovani danno adito a molti dubbi sulla  riuscita di Garanzia Giovani. Non è il caso di modificare il programma in modo da non perdere un'occasione e non vedere sprecati gli ingenti fondi che l'Italia ha ricevuto dall'Ue?
Tirare le somme dopo quattro mesi mi pare frutto di un'impazienza che è cattiva consigliera. Teniamo conto che i giovani iscritti al portale sono 225mila, 57mila sono stati chiamati e 35mila circa hanno già avuto un colloquio di orientamento. Le offerte spontaneamente segnalate dalle aziende sono 23mila e le opportunità messe a bando sono per 125mila. E' il primo tentativo che si fa in un paese con un sistema di servizi al lavoro fortemente frammentato, e per la prima volta il ministero del Lavoro pur non avendo la titolarità principe ha definito un sistema di collaborazione con le regioni. Per un bilancio aspettiamo per favore la fine dell'anno. 

Il governo, attraverso il ddl delega, potrà modificare le forme contrattuali esistenti. L'apprendistato verrà rivisto?



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