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SCUOLA/ Appassionare i giovani alla libertà, il "dono" di Agostino

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Agostino d'Ippona  Agostino d'Ippona

La prima grande questione che emerge dai due scritti, e che rimane costante nello sviluppo del pensiero di Agostino, è che libero arbitrio e grazia non si escludono e non si elidono a vicenda; la dottrina cristiana, che Agostino vuole comprendere e difendere, ci dice che l'uomo è libero, che la libertà è un dono di Dio e che la grazia salvifica non annulla, anzi, esalta tale dono compiendone la natura, ovvero la capacità di riconoscimento e adesione piena alla legge di Dio. Dalle lunghe e complesse analisi che Agostino svolge sul tema della volontà umana, emerge l'irriducibilità del libero arbitrio, ma insieme l'incapacità dell'uomo, conseguente al peccato originale, a volere e ad agire rettamente. Ecco allora la necessità della grazia per la salvezza degli uomini. 

Il tema più controverso è certamente quello della predestinazione, in riferimento al quale il professor Catapano non esita a definire "tragiche" le conclusioni del nostro Autore. E' soprattutto l'ultimo Agostino a sollevare il problema e a porlo in termini che produssero un certo sconcerto anche tra i suoi contemporanei. Agostino non ha la pretesa di comprendere esaurientemente una questione che ci porta a riflettere sui più profondi e imperscrutabili pensieri e disegni di Dio, ma fa emergere dalla lettera del testo sacro il tema della elezione divina, dell'impossibilità a salvarsi senza di essa, dell'autonomia della volontà umana che, dunque, è colpevole di fronte a Dio; un Dio che salva, che esprime la sua misericordia nell'Incarnazione e nella azione di grazia sacramentale, ma che agisce, guarisce e porta a salvezza attraverso una scelta il cui misterioso criterio sarà svelato solo alla fine dei tempi.

Certamente per Agostino la verità dell'uomo e del mondo non si esaurisce in nessun modo in una definizione razionalmente chiusa, ma è raggiungibile solo da chi si pone in una relazione di dipendenza e d'amore con Dio, che è la Verità stessa; una verità che non ha esitato a farsi Uomo per rendere possibile il cammino umano.

Alla ricca lezione è seguito un vivace dibattito, comprensibilmente suscitato dalle numerose implicazioni antropologiche, morali, teologiche che il tema porta con sé e dalla chiara volontà del professor Catapano di non appiattire mai il pensiero di Agostino su categorie che appartengono alla nostra sensibilità o alla rilettura medioevale di Agostino, così da restituirci una visione per certi aspetti nuova e genuina di uno dei più grandi pensatori di tutti i tempi.

Il lavoro iniziato è aperto a tutti i docenti interessati. Ciascuno potrà partecipare ai prossimi otto incontri in programma con i maggiori esperti di filosofia medievale italiani attraverso collegamenti video in streamingattivabili dalla propria scuola o anche da casa propria, "liberamente" e privatamente. Una nuova forma di lavoro nella "buona scuola" di oggi!



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