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SCUOLA/ Bertagna: alunni stranieri, la proposta della Giannini è sbagliata e "perversa"

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Occorrerebbe una formazione iniziale che sensibilizzasse tutti i docenti ad usare il plurilinguismo e la multicultura non come problemi, ma come risorse per certi aspetti inedite e preziose per il dialogo critico interculturale anche e soprattutto a partire dalle discipline in cui si è abilitati.

Nessuna discriminazione quindi.
Semmai questo sarà l'effetto non intenzionale della proposta del ministro: se istituisco una classe di concorso specifica per insegnare l'italiano ai ragazzi stranieri non si potrà che incentivare la costituzione di classi di stranieri. Con tanti auguri per la cultura della complessità, del plurilinguismo e dell'intercultura. Che, faccio notare tra parentesi, è cosa lontana dalla multicultura.

Cosa non la convince del documento programmatico di Renzi su La Buona Scuola?
Da un lato conferma come un trascendentale dello spirito l'attuale modello organizzativo e istituzionale della scuola. Dall'altro non mette al centro dei processi didattici l'alternanza formativa esistente tra lavoro e studio, tra pratica personale e sociale e teoria formalizzata, con modi e tempi propri, nelle scuole di ordine e grado, non solo negli ultimi anni degli istituti tecnici e professionali.  

Alla luce di queste considerazioni, le sembra più condivisibile il documento di Confindustria?
Credo non valga più la pena di discutere di documenti e di fare confronti tra parole. Sarebbe meglio fare confronti critici tra risultati di esperienze, di metodi, di innovazioni, finalmente di fatti che nascono da idee magari tra loro diverse. Forse la scuola crescerebbe meglio. 

Ancora la Giannini, ieri: "Stiamo spiegando che l'ingresso presunto dei privati nella scuola, con un finanziamento, è del tutto infondato. Forse è uno slogan che hanno recuperato in un'altra stagione". Come commenta?
Ciò che è pubblico non coincide né con il privato né con lo statale. Basterebbe riflettere su queste distinzioni concettuali per concludere, anche con ricerche empiriche, che può esistere ed esiste un "privato" che svolge funzioni pubbliche e sociali e uno "statale" che, purtroppo, risulta privatizzato da logiche corporative. Personalmente credo che il più grande finanziamento dei privati alla scuola pubblica statale e non statale sarebbe la messa a disposizione mirata e gratuita di reti di imprese grandi e piccole sul territorio, nelle quali gli studenti possano fisicamente fare con continuità alternanza formativa per maturare le competenze definite nel profilo educativo, culturale e professionale degli studenti del primo e del secondo ciclo. E scoprire, tutti, in questo modo, tanti lavori ben fatti ed imparare, tutti, anche i liceali, un lavoro ben fatto.

Cambierà la composizione delle commissioni dell'esame di stato, per ragioni di risparmio. C'è chi dice che in assenza di membri esterni verrebbe meno un importante elemento di valutazione obiettiva. 



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