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SCUOLA/ Le 5 "autonomie" (e il testo unico) che ci siamo dimenticati

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Inoltre, sul versante delle politiche di orientamento, sulla base dei risultati delle ricerche condotte anche dalla Fondazione Italia Orienta e dell'esperienza acquista negli Educational Tour, che hanno già coinvolto centinaia di scuola e migliaia di studenti, si ritiene necessario segnalare le criticità evidenziate dagli stessi docenti referenti per l'orientamento scolastico e universitario: a) mancanza di uno spazio curriculare deputato all'orientamento all'interno dei programmi scolastici; b) mancanza di preparazione del docente  referente all'orientamento che, considerando il possibile ricambio, a volte annuale, non consente un'efficace strutturazione del percorso di orientamento; c) scarsa informazione e formazione sulle modalità di approccio strategico all'orientamento, se non attraverso una sorte di "marketing universitario"; assenza dal panorama in-formativo delle opportunità "extra-universitarie" (Istituti tecnici superiori) e delle opportunità fornite dall'orientamento al lavoro; d) totale assenza di un'educazione all'auto-orientamento lungo tutto il percorso scolastico. 

La politica di orientamento, in questa nuova visione, è da ritenersi ancora una materia relativamente nuova nella esperienza concreta delle scuole italiane, come nuove sono le figure professionali chiamate a ricoprire tale ruolo. Un ruolo caratterizzato da una intrinseca complessità, che necessità di una formazione necessariamente interdisciplinare. 

Sulla base di questa impostazione si ritiene che sia necessario affrontare più adeguatamente la crescente complessità della nostra società nel campo dell'education e del lavoro, attraverso l'attivazione di una serie di public policies in modo tale da coinvolgere, in una logica integrata: istruzione, formazione, orientamento e servizi per l'impiego, ma anche il modo produttivo e delle professioni.

La vera emergenza, dunque, è rappresentata dalla gestione concertata da parte degli attori competenti (istituzioni scolastiche e formative, università, imprese, regioni, autonomie territoriali e Ministeri) delle diverse fasi di transizione: dalla scuola secondaria inferiore a quella superiore; da quella superiore all'università; dall'università al lavoro; da un lavoro ad un altro lavoro.

In questa logica, la gestione del processo di orientamento permanente non può essere lasciato nelle mani di una sola persona, ma deve diventare campo d'intervento di un team con competenze interdisciplinari (composto da orientatori, tutor di orientamento, giornalisti di settore, pedagogisti, educatori, sociologi, psicologi, esperti di risorse umane, esperti di comunicazione organizzativa). 

Un Team che in maniera programmata possa fornire ai giovani gli strumenti che saranno utili per orientarsi e riorientarsi nel corso della vita professionale ed umana. 

In conclusione, si tratta di proporre a tutti gli attori coinvolti (studenti, famiglie, docenti, istituzioni, sistema produttivo) una nuova logica che faccia dialogare più efficacemente il mondo dell'istruzione e formazione con quello del lavoro. Occorre mettere gli studenti nelle migliori condizioni per poter realizzare una scelta responsabile e consapevole, basata su una felice sintesi tra effettive attitudini, legittime aspirazioni personali e dinamiche del mercato del lavoro. 

Per queste ragioni è necessario  combattere e smascherare, con i fatti, il falso mito che "studiare non serve" e ricominciare ad investire seriamente sul futuro dei nostri figli e su quello dell'Italia. Il nostro futuro dipende esclusivamente dal capitale umano che sapremo mettere in campo.



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COMMENTI
27/10/2014 - Già. E' proprio così (Luigi PATRINI)

Caro Taddei, ha proprio ragione: neanche i cattolici chiedono più la Libertà di educazione e rinunciano a pretendere l'attuazione reale della legge Berlinguer del 2000. Quanti soldi risparmierebbe lo Stato se riducesse gradualmente la gestione diretta delle scuole! E quanta Libertà crescerebbe nel nostro Paese! Troppo forti ancora i sindacati? Troppo forte ancora l'Ideologia statalista di destra e di sinistra? O troppo deboli e inconsapevoli della loro responsabilità i cattolici? Tutti, di destra e di sinistra?

 
27/10/2014 - commento (francesco taddei)

anche con i voucher tanto sponsorizzati dal celeste, le paritarie rimangono scuole "da ricchi" visto che devi pagare la differenza e non tutti se lo possono permettere. l'unica soluzione che garantisca libertà è la piena parità scolastica. ma nemmeno i cattolici la chiedono.

 
27/10/2014 - conosciamo il tu 297/94? (enrico maranzana)

Dalla scelta del punto d'osservazione dipende la validità delle proposte. La questione posta è stata affrontata senza aver a riferimento la finalità del sistema educativo e il vissuto dell'istituzione. E' avvenuto anche per il documento del governo, sottoposto a consultazione popolare. In rete "La buona scuola: una composizione infarcita d'errori" propone un percorso risolutivo; mette a confronto la sostanza del decreto sull'autonomia e la sua ordinaria e generalizzata interpretazione. Ne emerge un quadro desolante.