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SCUOLA/ Se la legge di stabilità "cancella" la riforma (di Renzi)

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A pagina 121 il documento stigmatizza i tagli a carico del Mof (Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa nelle scuole) e dei finanziamenti erogati sulla base della legge n. 440/1997, in quanto spesso utilizzati «per pagare altro, ossia l'adeguamento degli scatti e degli arretrati stipendiali dei docenti» e «per recuperare le posizioni economiche del personale ATA e… di circa 11mila esuberi di addetti alle pulizie delle scuole (ex LSU)»; e invoca una inversione di tendenza. Smentita clamorosa da parte della legge di stabilità: «l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4 della legge 18 dicembre 1997, n. 440 è ridotta di euro 30 milioni a decorrere dall'esercizio 2015» (art. 28, c. 2). 

L'impegno di spesa per il "Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche" era appena risalito a poco più di 123 milioni nello scorso anno scolastico e ora viene tagliato di quasi il 25 per cento, portando i fondi per la legge 440 ad un nuovo minimo storico: a farne le spese saranno proprio il Mof e la formazione in servizio dei docenti. Visto che il documento (pag. 47) dichiara di voler valorizzare «i docenti che ritengono prioritario il miglioramento della qualità dell'insegnamento/apprendimento attraverso il lavoro in aula» e che «per fare questo, bisogna rendere realmente obbligatoria la formazione», i docenti saranno obbligati a formarsi, ma grazie al pesante taglio dei fondi per la formazione in servizio dovranno pagarsela di tasca propria. In compenso, una parte dei 30 milioni tagliati saranno utilizzati per integrare il programma straordinario di reclutamento dell'Invalsi, a copertura di tutti i posti della dotazione organica già vacanti o che si renderanno tali entro dicembre 2015 (commi 26 e 27). Eppure, il documento del 3 settembre afferma (pag. 121) che «stabilizzare le riserve destinate al MOF… ed evitare che queste risorse siano dirottate all'interno del sistema scolastico su altre finalità… è un atto di onestà intellettuale»!

Andiamo avanti. Il comma 5 dell'art. 28 decreta l'abrogazione dell'art. 459 del Testo Unico della scuola, così che a settembre 2015 dovranno rientrare in classe tutti gli attuali docenti con incarico di collaborazione col dirigente scolastico che sono attualmente in esonero o semiesonero. Il risparmio stimato per la soppressione di circa 3.500 supplenze è di quasi 103 milioni l'anno. L'operazione è giustificata dall'introduzione dell'organico dell'autonomia (o funzionale, peraltro ancora tutto da normare): in pratica, le funzioni finora svolte dai docenti esonerati dovranno essere ricondotte alle risorse dell'organico funzionale, o di rete. Ma questo implica necessariamente che il personale incaricato della collaborazione con il dirigente scolastico scelga (accetti) la «mobilità da organico su cattedra a organico funzionale» (pag. 28 del documento). 



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COMMENTI
29/10/2014 - Il BLUFF di Giannini e Renzi: partecipazione 0,4% (Vincenzo Pascuzzi)

Conclude Max Ferrario: “gli insegnanti sanno bene che la stragrande maggioranza di questi eventi "spontanei" [vantati da Stefania Giannini] in realtà non lo sono affatto: sono stati imposti dal ministero il quale, attraverso Usr e Uffici territoriali, ha obbligato i dirigenti scolastici ad organizzare collegi docenti e assemblee con i genitori sul documento del 3 settembre, talvolta perfino assegnando il punto fra i dodici da discutere”. Nonostante questo palese PRESSING ministeriale, l’on. Elena Centemero denuncia: “ad oltre un mese dall’avvio dalla consultazione, secondo informazioni comunicate, in data 20 ottobre 2014, agli utenti registrati, i partecipanti sarebbero solo 60.000, mentre gli accessi sarebbero quasi 500.000. In termini percentuali, anche limitando la platea dei partecipanti ad una popolazione qualificata, quale potrebbe essere quella rappresentata dagli alunni della scuola secondaria, dalle rispettive famiglie, dai docenti e dal personale ATA, che nel suo insieme è di circa 13 milioni di persone, si avrebbe una percentuale di partecipazione poco superiore allo 0,4 per cento”. Vedere “Interrogazione a risposta scritta 4-06585” presentata alla Camera il 24.10.2014.