BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Se la legge di stabilità "cancella" la riforma (di Renzi)

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

I commi 6 e 7 vanno a far cassa con i comandati della scuola. Il comma 6 taglia definitivamente tutti i comandi presso le associazioni professionali di dirigenti e docenti e le associazioni di recupero dei tossicodipendenti; 150 posti in tutto, per un presunto risparmio di 4-5 milioni l'anno. Il comma 7 dispone la revoca dal 1° settembre 2015 di tutti i distacchi e comandi di personale della scuola (non solo docenti) in essere presso altre amministrazioni dello Stato o enti, associazioni e fondazioni; con esclusione dei distacchi sindacali e dei comandi presso Miur e Usr.

Non si sa con esattezza quanti siano. Nel 2012 il Miur dichiarò che in totale c'erano 41.503 unità di personale "distaccato"; ma si trattava sicuramente di un dato sovradimensionato. Una stima più realistica darebbe qualche migliaio tra docenti e Ata collocati presso altre amministrazioni statali ed enti come il Coni o gli Istituti storici della Resistenza; a ciascuno di questi il Miur versa lo stipendio e per ciascuno aggiunge quello del supplente. Recuperarli significa per il Miur risparmi per almeno 50 milioni l'anno, ma non un risparmio per l'erario, almeno laddove i distacchi sono ancora dentro la Pa. In compenso, azzerare i comandi presso le associazioni non risolve i problemi di bilancio dello Stato, ma è in netto contrasto con «la valorizzazione delle associazioni professionali dei docenti» proclamata a pag. 47 de "La Buona Scuola".

I tagli complessivi che la legge di stabilità impone al Miur, seppure alti non sono sufficienti a coprire l'impegno di spesa per il 2015. Il miliardo previsto però non viene comunque da soldi freschi, quanto piuttosto da un autofinanziamento coatto da parte del comparto stesso. Ed è lo stesso documento del 3 settembre a dircelo: poiché «la massa complessiva delle risorse destinate alle progressioni di carriera resterà pressoché invariata»(pag. 35), ma «il primo scatto sarà attribuito alla fine del 2018» e cioè che «non saranno attribuiti scatti negli anni 2015-2018», il tempo di qui al «primo scatto stipendiale permetterà di recuperare risorse — quelle che nel frattempo sarebbero state altrimenti destinate alla progressione di carriera secondo il modello attuale» — in modo da «non determinare oneri aggiuntivi a carico dello Stato». E, se non fosse ancora chiaro, il documento precisa che «le risorse utilizzate per gli scatti di competenza saranno complessivamente le stesse disponibili per gli scatti di anzianità, distribuite però in modo differente» (pp. 55-56). Per gli anni successivi i 3 miliardi necessari saranno garantiti da quel 33 per cento di docenti che non avranno gli "scatti di competenza": il mancato aumento stipendiale frutterà all'erario oltre 4,2 miliardi di risparmi. Splendido! Un "investimento" dello Stato, ma fatto con i nostri soldi. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
29/10/2014 - Il BLUFF di Giannini e Renzi: partecipazione 0,4% (Vincenzo Pascuzzi)

Conclude Max Ferrario: “gli insegnanti sanno bene che la stragrande maggioranza di questi eventi "spontanei" [vantati da Stefania Giannini] in realtà non lo sono affatto: sono stati imposti dal ministero il quale, attraverso Usr e Uffici territoriali, ha obbligato i dirigenti scolastici ad organizzare collegi docenti e assemblee con i genitori sul documento del 3 settembre, talvolta perfino assegnando il punto fra i dodici da discutere”. Nonostante questo palese PRESSING ministeriale, l’on. Elena Centemero denuncia: “ad oltre un mese dall’avvio dalla consultazione, secondo informazioni comunicate, in data 20 ottobre 2014, agli utenti registrati, i partecipanti sarebbero solo 60.000, mentre gli accessi sarebbero quasi 500.000. In termini percentuali, anche limitando la platea dei partecipanti ad una popolazione qualificata, quale potrebbe essere quella rappresentata dagli alunni della scuola secondaria, dalle rispettive famiglie, dai docenti e dal personale ATA, che nel suo insieme è di circa 13 milioni di persone, si avrebbe una percentuale di partecipazione poco superiore allo 0,4 per cento”. Vedere “Interrogazione a risposta scritta 4-06585” presentata alla Camera il 24.10.2014.