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SCUOLA/ Toccafondi (sottosegretario): parità, lavoriamo per il reintegro dei fondi 2015

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La manovra descritta ha un costo calcolato nel documento di oltre 3 miliardi di euro. Sul punto sarà fondamentale la concertazione tra ministeri ed in particolare il Mef insieme alla presidenza del Consiglio.

Si citano gli "early leavers". Perché secondo lei la scuola non è in grado di tenere con sé i giovani?
La scuola perde attrattiva per i ragazzi quando questi non scoprono i propri talenti e le proprie vocazione e soprattutto, quando non si accorgono del nesso che ha l'impegno scolastico con la realtà. Ecco perché la scuola deve proporre il più possibile situazioni di apprendimento significative dove i ragazzi possano mettere le "mani in pasta", per questo mi batto affinché le scuole abbiano laboratori e attrezzature adeguati. Non di meno potenziare il rapporto tra mondo della scuola e mondo del lavoro renderà sicuramente più efficace il percorso dei ragazzi e più stabile la loro permanenza nella scuola.

Nel documento si parla giustamente di alternanza scuola-lavoro. Quella tedesca prevede la doppia frequenza a partire da 14 anni di scuola e lavoro in azienda. Il piano Renzi parla di un "monte ore" complessivo. Non è un po' vago?
Per avere il modello tedesco occorrerebbe avere anche il loro modello imprenditoriale, manifatturiero, le loro risorse e la loro mentalità per la quale il rapporto scuola-imprese è un punto di forza e non uno svilimento. Il nostro obiettivo è quello di creare strumenti che avvicinino scuola e lavoro, destinare nuove risorse, modificare norme troppo restrittive, ma soprattutto potenziare e mettere a sistema  l'alternanza scuola-lavoro rendendola un indicatore di qualità del nostro sistema di istruzione e formazione.

"Mettere a sistema", dice. Che cosa abbiamo in mano?
Non siamo all'anno zero: Its, poli tecnico formativi, botteghe scuola, apprendistato negli ultimi due anni di scuola secondaria di secondo grado, sono una realtà. Il piano "La buona scuola" prevede 600 ore di alternanza scuola lavoro negli ultimi tre anni del percorso degli istituti tecnici e professionali. Attualmente nelle scuole si fanno  meno di 100 ore di alternanza, e in particole negli ultimi due anni. Per capire perché vogliamo aumentare così tanto le ore, occorre andare in una qualsiasi scuola dove viene realizzata l'alternanza, parlare con i ragazzi che hanno fatto un'esperienza in azienda anche solo per poche settimane, sentirli parlare e vedere dai loro sguardi che da quell'esperienza nasce un interesse nuovo anche verso le materie più ostiche. Facendo esperienze significative si corre il rischio di capire che tutto diventa più interessante.

Si parla tanto di introdurre criteri di merito nella scuola. Che significa, in concreto?
La valutazione viene concepita come strumento generale, flessibile e complesso, costituito su diversi attori e numerosi strumenti che ne garantiscono l'affidabilità. Anche su questo punto sarà fondamentale l'analisi delle proposte delle idee che ci perverranno attraverso la consultazione. Per quanto riguarda le scuole è stata firmata la direttiva sulla valutazione e pertanto partirà l'autovalutazione delle scuole. Per quanto attiene la carriera e lo sviluppo professionale dei docenti, il piano è tutto da costruire; nel documento vengono indicate la carriera retributiva (non solo per anzianità) ma per meriti professionali dati da un sistema di crediti didattici, formativi e professionali.

Ci spieghi.

 



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