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SCUOLA/ Toccafondi (sottosegretario): parità, lavoriamo per il reintegro dei fondi 2015

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I crediti didattici si riferiscono alla qualità dell'insegnamento in classe e alle capacità di migliorare il livello di apprendimento degli studenti, i crediti formativi faranno  riferimento alla formazione in servizio a cui tutti sono tenuti, all'attività di ricerca e alla produzione scientifica. I crediti professionali sono quelli maturati ricoprendo, all'interno dell'istituzione scolastica, ruoli funzionali all'organizzazione e al miglioramento della scuola.

Non crede che il nuovo docente che il governo ha in mente presupponga un nuovo profilo professionale e con esso un nuovo stato giuridico? Tra l'altro il documento lo dice esplicitamente. Come pensate di agire?
Il nuovo profilo professionale e il nuovo stato giuridico del docente sono punti cruciali e fondamentali per un vero rinnovamento della scuola. Ma non si può affrontare un simile argomento senza ascoltare quello che hanno da dire tutti coloro che la scuola la fanno quotidianamente. Ecco perché prima di procedere, si farà un attento studio di tutto ciò che in merito perverrà nella consultazione.

A che punto siamo sul fronte dell'autonomia scolastica?
Attualmente l'autonomia è solo un'autonomia funzionale e non effettiva. I fondi sono accentrati nella Banca d'Italia e la gestione è lasciata alle scuole secondo precise indicazioni, il personale è gestito centralmente e viene subìto dalla scuola, perché in molte procedure la scuola è spettatrice passiva e non protagonista attiva. Abbiamo una delle migliori leggi sull'autonomia ma al momento non è stata realizzata pienamente. Autonomia significa anche buona governance della scuola e quindi dirigenti scolastici messi in condizioni di lavorare e quindi di essere valutati e selezionati per la loro professionalità secondo un nuovo sistema. Autonomia significa uscire dall'autoreferenzialità, aprirsi all'esterno, fare rete, ma soprattutto dare maggiori possibilità ai ragazzi.

Intanto il concorso nazionale, uguale per tutti, resta l'unica modalità di reclutamento dei docenti. Non è una contraddizione?
Il concorso nazionale è un dettato costituzionale. In quanto tale non può essere ignorato. Un concorso ordinario su base nazionale garantisce a tutte le scuole lo standard di riferimento del livello professionale. Ma sarebbe interessante riflettere e trovare soluzioni che consentano un matching proficuo tra competenze e profilo dei docenti e offerta formativa  della scuola.

In tema di apprendistato che cosa pensate di fare?
Vogliamo potenziare la sperimentazione dell'apprendistato e diffondere con protocolli ad hoc il programma di apprendistato negli ultimi due anni, lanciato nel 2014 con l'articolo 8bis del d.l. 104/2013: al riguardo, il successo del Progetto Enel è incoraggiante e sarà un modello per altre esperienze simili. Non vogliamo sminuire la "conoscenza", l'istruzione classica o scientifica. L'intento è quello di far fare esperienze, aprire la scuola alla realtà nella certezza che quando un ragazzo fa una scoperta questa porta al cambiamento di tutto, anche di quelle materie più difficili. Tutto prende un significato, anche la matematica, come mi disse un ragazzo dopo un periodo in azienda in un istituto tecnico.

Nel documento sembra mancare un punto, la parità scolastica: non viene neanche citata. Perché?



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