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SCUOLA/ Il "cuore" della matematica? E' lo stesso dei giovani

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La noia è già un segnale di sconfitta. Un tempo questo settore dell'algebra veniva addirittura ridicolizzato e liquidato col termine di "trinomite", quasi fosse una malattia. In realtà bisogna far capire ai ragazzi la rivoluzione che c'è dietro al calcolo letterale: c'è una ricchezza di astrazioni incredibile, da centellinare. Leonardo da Vinci non lo conosceva! Il passaggio dal calcolo aritmetico a quello letterale si compie con le frazioni algebriche; dopo, l'algebra dilaga.

Al grande matematico Laurent Lafforgue è stato chiesto di recente quale fosse la sua esperienza di bene in matematica. Ha risposto che nessuno finora ha mai legato la matematica con il bene. Lei che ne pensa?
La matematica ci aiuta a conoscere le leggi dell'universo, con umiltà ci porta ai confini della ragione e ci apre al Mistero. Però può venire usata sia per il bene che per il male. È fonte di misticismo per Pitagora e di lucro per finanzieri. È bene che gli insegnanti facciano riflettere gli studenti sulle insidie dei vari giochi d'azzardo (gratta e vinci, slot machine, superenalotto). La mia esperienza di "bene" in classe è quando insieme ai ragazzi si fa esperienza di scoperta, di novità, di bellezza, di libertà, di lealtà e di solidarietà: cioè quando una conquista è frutto di un bel gioco di squadra, dove ognuno ha dato il suo contributo.

A un ragazzo con difficoltà in geometria, dopo averlo stimolato a ragionare davanti a una figura, lei ha detto: "Il tuo cuore geometrico è sano!" Possiamo dire che il cuore della matematica corrisponde al cuore dei nostri ragazzi? Possiamo davvero far compiere loro un cammino che, parafrasando il grande pittore Paul Klee, li porti ad affermare "La matematica sono io?"

Certamente! Paul Klee ha ragione, nel senso che se la matematica non scalda i ventricoli del cuore subirà un rigetto, più o meno consapevole o certificato. Ma non è la matematica in sé la legna da ardere. Il fuoco si sviluppa se c'è una collaborazione, una valorizzazione dei contributi, la scoperta che in ognuno di noi c'è una capacità di comprendere la realtà nel suo volto matematico; se abbiamo occasione di stimare il compagno ed essere stimati, se avviene quel grande miracolo che è "il dialogo" che porta alla "comunione".

(Grazia Cotroni ed Ermanno Ramazzina)




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COMMENTI
07/10/2014 - l'immagine della disciplina (enrico maranzana)

La metodologia didattica è apprezzabile sul versante del coinvolgimento: le sfide sono sempre motivanti e inducono comportamenti produttivi. Significative anche la sollecitazione all’esatta comprensione e la rappresentazione grafica del problema che conducono alla formulazione di ipotesi: un campo da valorizzare perché stimola la manifestazione di competenze, la cui promozione è responsabilità di tutti gli insegnamenti. Il cuore della matematica, però, è costituito anche “dai metodi di indagine propri della disciplina”, da associare ai problemi che ne hanno caratterizzato l’evoluzione. In rete “Laboratorio di matematica: Pitagora” fornisce un esempio.