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SCUOLA/ Il "cuore" della matematica? E' lo stesso dei giovani

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Paolo Toni, già insegnante di matematica e fisica al Liceo scientifico "Enrico Fermi" di Padova, svolge attività di divulgazione e animazione nel campo della matematica ricreativa a cui affianca la ricerca didattica. Ha recentemente dato alle stampe Dov'è il cuore della matematica.

Pubblicazione insolita nel panorama della didattica della matematica: non un saggio ma una lettera, ricca di suggerimenti concreti e di cose apprese dagli alunni, che un insegnante alla fine della sua esperienza nella scuola lascia a un insegnante giovane. Come mai questa scelta?
Un obbligo morale. Tutte le mie intuizioni sono doni che ho avuto solo il merito di accogliere. Per questo mi sento di restituirle. In molti dei corsi che ho tenuto i colleghi hanno apprezzato molto questi suggerimenti, dandomi ritorni positivi. Ciò che ho raccontato ha dato gioia e piacere a me e ai miei allievi, scarso abbandono scolastico, risultati di rilievo con sviluppi lodevoli all'università.

Il titolo del libro è semplice, provocatorio e anche ambizioso: Dov'è il cuore della matematica, senza punto interrogativo. Quale percorso ha fatto per arrivare al cuore della sua disciplina e perché lo ritiene importante per ogni insegnante?
Il punto interrogativo inizialmente c'era e credo che ogni insegnante faccia bene a porsi questa domanda. Ma c'era anche il mio personale punto fermo, perciò li ho tolti entrambi. Il cuore va di volta in volta individuato per motivare e affascinare gli studenti al tema del momento. È brutto portare a spasso gli studenti tra definizioni, teoremi ed esercizi, senza una meta, un obiettivo alto e accattivante.

La Bottega dell'Insegnare Matematica 2014, che avrà inizio il prossimo 18 ottobre durante la Convention di Diesse, ha per tema una affermazione di Freudenthal: "La matematica è un'attività. Non si insegnano le dimostrazioni ma a dimostrare, non si insegnano i formalismi ma a formalizzare…". Si possono scoprire o creare occasioni perchè noi insegnanti assieme agli studenti facciamo esperienza di questo? E cosa pensa della Bottega di Matematica?
Direi di più, bisogna giocare a ricostruire la matematica a tutti i livelli, divertirsi a smontare il suo Dna e apprezzare quanto ci hanno donato i nostri antenati, segnalando anche scelte discutibili che avrebbero potuto curare meglio. Le occasioni si presentano in ogni lezione e la Bottega di Matematica è un ottimo momento di scambio e confronto. Molto importante è approfondire i modi di comunicazione in classe, che cerco di affrontare nel libro.

Gli aspetti che individua come "cuore" dei vari rami della matematica sono a volte sorprendenti, ad esempio per l'algebra propone le frazioni algebriche. Come mai, dato che tale argomento è normalmente percepito da insegnanti e alunni come una parte noiosa e di puro calcolo? Non afferma anche lei nel libro che "La matematica fa conti ma non è un conto?"



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COMMENTI
07/10/2014 - l'immagine della disciplina (enrico maranzana)

La metodologia didattica è apprezzabile sul versante del coinvolgimento: le sfide sono sempre motivanti e inducono comportamenti produttivi. Significative anche la sollecitazione all’esatta comprensione e la rappresentazione grafica del problema che conducono alla formulazione di ipotesi: un campo da valorizzare perché stimola la manifestazione di competenze, la cui promozione è responsabilità di tutti gli insegnamenti. Il cuore della matematica, però, è costituito anche “dai metodi di indagine propri della disciplina”, da associare ai problemi che ne hanno caratterizzato l’evoluzione. In rete “Laboratorio di matematica: Pitagora” fornisce un esempio.