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STUDENTESSA ESPULSA / Si tinge i capelli di blu, la preside la caccia da scuola

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STUDENTESSA ESPULSA: HA I CAPELLI BLU, LA PRESIDE NON LA FA ENTRARE A SCUOLA - “Così conciata non entri in classe” sono state le parole rivolte ad una 18enne del liceo “Suore Salesiane dei Sacri Cuori”, che è arrivata a scuola con i capelli tinti di blu e tagliati molti corti. A rivolgerle queste parole sarebbe stata - come riporta il quotidiano La Repubblica - la preside del liceo della ragazza, il 17 settembre, quindi proprio all’inizio del nuovo anno scolastico. La notizia è stata riportata in questi giorni: la studentessa, infatti, avrebbe affermato che la preside stessa le abbia impedito di mettere piede nella scuola con la forza. Quindi, dopo che la ragazza ha chiamato i suoi genitori e gli ha comunicato quanto accaduto, questi hanno sporto denuncia ai carabinieri e aperto anche un’indagine legale. La suora si è difesa, dichiarando di non essere ricorsa alla violenza, ma di aver semplicemente impedito alla ragazza di entrare, rimanendo in piedi sul piazzale del liceo e occupandolo. Il motivo della mancata ammissione all’interno dell’Istituto sarebbe una regola interna alla struttura, che recita così “ogni studente è tenuto con la collaborazione e la supervisione della famiglia a indossare un abbigliamento consono all’ambiente educativo”. Un frase in cui non c’è nessun riferimento diretto al colore o alla lunghezze dei capelli, come hanno fatto notare i genitori, che ora stanno portando avanti il procedimento legale. La ragazza, che dopo la non - ammissione aveva continuato a studiare a Bari, ha deciso di proseguire gli studi verso l’esame di maturità a casa, con insegnanti privati.



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COMMENTI
12/11/2014 - A proposito di paritarie... (Franco Labella)

Quest'articolo spiega meglio di qualsiasi altra argomentazione qual è il limite della scuola privata anche nella versione paritaria rispetto alla scuola pubblica statale. Un provvedimento "disciplinare" (le virgolette ci stanno tutte perchè nessun regolamento di disciplina ispirato ai principi dello Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti e delle studentesse potrebbe, con tutta la fantasia possibile, prevedere come ipotesi di violazione dei doveri il colore particolare della capigliatura) di allontanamento viene posto in essere senza alcuna delle garanzie anche procedimentali presenti nelle scuole pubbliche statali. Non oso nemmeno chiedere se nella scuola dell'articolo esiste, come in tutte le scuole statali, l'Organo di garanzia e se il regolamento di disciplina è stato adeguato allo Statuto. Lasciamo perdere poi il necessario criterio di ragionevolezza e proporzionalità della "sanzione". E' chiaro infine che una scuola non statale può pensare di introdurre tutta una serie di divieti che sarebbero poco compatibili con i criteri di una scuola non selettiva come quella statale. Questa dei capelli, però, è decisamente originale. A quando il divieto della cresta per gli alunni maschi?