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SCUOLA/ Cesare e Tommy, quando un'amicizia cambia tutto

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Uscito dall'ospedale e ritornato a scuola, si accorge che il suo amico Tobia, a cui era così legato da chiamarlo "fratello", è in una crisi tremenda. Soprannominato "Quattropaia", per una sua originale impresa durante una gita scolastica, Tobia finisce nella banda dei bulli della scuola, immanicati anche con la droga, abbandonando la compagnia di Cesare e dei suoi amici. All'origine della sua crisi c'è la separazione dei genitori e la sentenza del giudice, che lo costringe a dover stare in certi giorni anche con il padre, con il quale non va assolutamente d'accordo, anche per via della nuova famiglia che questi si sta costruendo. La sua crisi rivoluziona anche il rapporto con Cesare. Così mentre l'amicizia dei due si interrompe, cresce sempre più l'intesa tra Cesare e Tommy.

A lui svela l'intimo e con lui scopre la strada della maturazione personale: vivere una compagnia che possa aiutare a leggere e affrontare le situazioni anche con l'aiuto di un adulto, Paolo. L'amicizia con Tommy, "frutto inatteso" della sua malattia, diventa fattore di cambiamento, di un passo avanti nella vita, negli studi e nell'affronto dei problemi. Ne ricava giovamento anche Mattia, soprannominato Axagor, personaggio di fantascienza, per via di certi discorsi sugli alieni che lui aveva cominciato a fare, per darsi delle arie e sentirsi popolare a scuola, dopo essere ritornato da un coma causato da un incidente in motorino. Anche per lui come per Cesare c'è un cambiamento di prospettiva: prende coscienza di sé, capisce che non ha bisogno di maschere per meritare di stare con gli altri e riconosce di essersi inventato tutto. La trasparenza di Mattia incoraggia Cesare a riconoscere pubblicamente di avere l'epilessia e a smascherare le trame delinquenziali di Benetti, uno studente più grande, capo dei bulli, soprannominato Bro, per la sua mania di dare a tutti del "fratello": "Brother".  

Il libro si chiude con un duplice dialogo, prima tra Cesare e Tobia, dopo tra Cesare e Letizia, a cui il ragazzo dichiara il suo amore.

L'ultima parola del testo è "Click", la stessa che dà il titolo al libro e conclude i primi due capitoli. Click diventa così una parola chiave della narrazione. Dice lo scatto improvviso di una foto, come avviene appunto nell'ultima pagina, ma anche il passaggio da una situazione a un'altra, meglio l'ingresso in una specie di tunnel buio, da cui si esce impegnando la propria libertà e le proprie energie cognitive ed affettive in un contesto di amicizia e di paternità riconosciuta ed accettata. È l'adolescenza, ritmata continuamente da "un prima e un dopo", come succede per esempio a Mattia, a Cesare e Tobia: "Forse succede così quando si cresce — nota Cesare —. Quando si diventa uomini accadono cose grosse che segnano un prima e un dopo, come è successo alla storia con la nascita di Cristo, un momento X nel tempo … La X di Quattro è stata la separazione dei suoi, la mia l'epilessia" (p. 85).  



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