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SCUOLA/ "Torneranno i prati": Olmi aiuta i giovani a capire la guerra "nascosta"

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Ermanno Olmi  Ermanno Olmi

Ma c'è anche un'altra storia, quella di chi anziché aderire ad un antimilitarismo ideologico e ad oltranza decise di rimanere vicino alla propria nazione affinché la imminente guerra fosse almeno l'ultima. Come scrisse Péguy, "non dipende da noi che l'avvenimento scatti, ma dipende da noi di farvi fronte; per mantenere la pace bisogna essere almeno in due; chi ha fatto una minaccia la può sempre mettere in esecuzione" (Louis de Gonzague).

Da ultimo, per tornare agli spunti introdotti dal film di Olmi, è anche utile ricordare che la guerra europea fu uno scontro tra combattenti inquadrati rigidamente nei ranghi di eserciti guidati da stati maggiori che confondevano l'autorità con l'autoritarismo, salvo poi condurre da incompetenti le truppe al massacro. E tuttavia anche questa umanità sottoposta alla prova del fuoco, che non aveva davanti a sé molte alternative se non quella di obbedire agli ordini, fu talvolta capace di grandi, consapevoli riscatti. Un esempio tutto italiano è la riscossa di cui furono protagoniste le forze armate dopo la tragedia di Caporetto, la località dove il 24 ottobre del 1917 le truppe austro-tedesche sfondarono le linee italiane, minacciando l'integrità territoriale nazionale.

A guerra ancora in corso, esattamente nel gennaio 1918, fu istituita una commissione d'inchiesta sulle cause del crollo militare italiano, nella cui relazione conclusiva (da poco ripubblicata), le colpe furono addossate ai vertici militari che avevano piegato il morale delle truppe, a colpi di tribunali militari, condanne a morte, esecuzioni, decimazioni, repressione cruenta degli ammutinamenti. Non è questa la sede per ridiscutere delle responsabilità. Indubbiamente ci fu però una controffensiva, il nostro "Piave", che registrò un'enorme collettiva partecipazione di truppe e di popolo. Accanto ai padri, è stato scritto, scesero in campo anche i figli, i ragazzi del '99. E appena dietro a padri e figli le loro famiglie, a difesa di un ideale di unità non avvertita per una volta tanto quale vuota retorica. Forse per capire quello che è poi accaduto alla nostra storia nazionale, più che da Caporetto, bisognerebbe ripartire da qui, da questo impeto generale di chi pensava davvero che la guerra fosse l'ultima.

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