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SCUOLA/ Dalla Germania: non ci interessa il liceo classico, ma la domanda sull'uomo

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Fiori nel Muro di Berlino (Infophoto)  Fiori nel Muro di Berlino (Infophoto)

È innegabile che vi siano delle differenze sia di talenti (Dr. Auerswald ha preso la musica come esempio) che di posizione sociale; un ragazzo che è stato educato in una famiglia che legge regolarmente libri, ha un approccio alla cultura diverso rispetto a quello di chi invece ritiene un libro alcunché di noioso; ma anche lui non vive di soli libri. Quello che Goethe vedeva come irrealizzabile sul palcoscenico, se non si vuole arrivare ad una frattura sociale, gravida di possibili conflitti ed incomprensioni, deve essere tentato sul "palcoscenico scolastico"; e la Gemeinschaftschule già dal nome propone proprio quella dimensione di comunità solidale che sola può far nascere una cultura "popolare", nel senso di una cultura del popolo.

La rivoluzione digitale in atto da decenni unisce poi comunque tutti gli scolari in forme analoghe di trasmissione del sapere e di uso del linguaggio, e il compito dell'insegnante, anche in un liceo, è quello di accogliere gli studenti nello "statu quo" in cui si trovano. In questa "accoglienza" nasce un percorso educativo che se anche ha delle mete differenti — il sapere più teoretico di un liceo o il sapere più pratico delle altre forme scolastiche — ha un punto di partenza comune, espresso da questa dimensione radicalmente democratica che è uno degli aspetti più interessanti della rivoluzione digitale in atto.

Per quanto riguarda la discussione che si svolge in Italia sul liceo classico e sul suo possibile bisogno di riforma, in Germania non se ne trova un corrispettivo. Per quanto ne so io il greco non è una lingua obbligatoria in nessun liceo, ma ovviamente vi sono dei licei che nel proprio profilo o per il tipo di studenti che hanno possono proporre lo studio del greco (come insegnamento o come Arbeitsgemeinschaft). Markus A. Gruber dell'Università di Ratisbona parla per i licei statali, religiosi e privati di uno 0,53 per cento di studenti che hanno imparato il greco nel loro percorso scolastico. Lo studio del latino ha, anche nei nuovi Länder (e dopo quarant'anni di lingua russa nella ex Ddr non è per nulla scontato) assunto pian piano il carattere di "distintivo" delle classi medio alte, ma non in modo esclusivo (a livello nazionale imparano il latino, che è ancora al terzo posto tra le lingue scelte dai ragazzi e dalle famiglie, circa il 9 per cento degli scolari; in Turingia circa il 3,4 per cento). Una scuola che offra per esempio un corso bilingue, tedesco ed inglese, in economia, può far parte di quelle scuole che educano le classi dirigenti.

Ciò non significa ovviamente che la cultura classica non abbia la propria importanza per quel lavoro di cultura unitario di cui parlavamo all'inizio dell'articolo, ma che essa non domina il dibattito tedesco come quello italiano al momento. 



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