BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ La consultazione di Renzi? Tutti i punti di un'occasione mancata

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Effettivamente, nel documento non ci sono espliciti riferimenti alla famiglia, che in realtà è la principale protagonista dell'educazione, e si trova un solo accenno alle scuole paritarie. Noi siamo convinti che la libertà di scelta dei genitori possa essere, invece, un'importante forza motrice dell'innovazione del sistema nazionale di istruzione.

Ma non c'è una legge che ha definito il sistema nazionale di istruzione come un "unicum" costituito da scuole statali e scuole paritarie?
Certo, la legge 62/2000 definisce il sistema nazionale di istruzione come costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie, che accolgono, ricordiamolo, quasi il 12% degli studenti italiani, svolgendo un importante servizio pubblico. Purtroppo, però, anche se le paritarie sono formalmente riconosciute parte essenziale del sistema di istruzione, nella sostanza non è garantita alle famiglie alcuna libertà di scelta in ambito scolastico e le iniziative promozionali del Miur escludono sistematicamente le paritarie.

Perché questo?
Perché permane nel nostro paese — unico insieme alla Grecia — una resistenza di natura ideologica, che impedisce di sostenere economicamente la scuola paritaria e così pure le famiglie che la scelgono. Eppure è risaputo che lo Stato grazie a queste scuole risparmia alcuni miliardi di euro ogni anno. A quanti ostacolano la realizzazione di una piena parità, vogliamo ricordare ancora una volta che questa situazione arreca un grave danno a tutto il sistema nazionale di istruzione e, in particolare, alle famiglie meno abbienti e a quelle con figli disabili.

Cosa avete proposto, in sede di consultazione sul documento, per sanare questa situazione?
Abbiamo chiesto di allinearci a quanto è già stato fatto, con buoni risultati, nella maggior parte degli altri paesi europei. Anche l'ex ministro Berlinguer lo ha ripetuto, durante l'incontro di cui ho detto prima: "La gestione è meglio che sia la più plurale. È chiaro che ci vuole pluralismo, l'Europa lo ha già detto: stiamo trasgredendo gli indirizzi europei".

E quindi, concretamente?
Concretamente abbiamo fatto un ventaglio di proposte. Per esempio, perché i genitori possano scegliere liberamente, e a pari condizioni economiche, fra le scuole del sistema nazionale di istruzione, statali o paritarie, abbiamo chiesto che lo Stato intervenga mediante soluzioni opportune e diversificate, come possono essere il buono scuola, la dote o la quota capitaria, fino alle varie forme di detrazione/deduzione fiscale delle rette oppure, meglio ancora, attraverso la combinazione di tali strumenti. E poi che siano estese anche alle scuole paritarie le iniziative promozionali (Pon istruzione, sostegno disabili, innovazione tecnologica, edilizia.....) oggi riservate alle sole scuole statali. Chiediamo anche che alle scuole paritarie, in ragione del servizio pubblico svolto, venga riconosciuto un regime fiscale agevolato.

Un'ultima domanda. Si parla del rischio di massicci trasferimenti di insegnanti dalle paritarie alle statali, provocato proprio dal piano di assunzioni previsto dal documento governativo. Come stanno le cose, e cosa di può fare?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
21/11/2014 - Bisogna quantificare per essere incisivi (sergio bianchini)

L'intervista alla CdO sul documento di Renzi è interessante e si avvicina puntualmente ai due nodi cruciali: AUTONOMIA delle scuole statali e FINANZIAMENTO delle paritarie. Ma come sempre la prudenza nel proporre le soluzioni prevale sulla precisione delle definizioni. Sull'autonomia delle statali si propone il passaggio "dallo stato da gestore a controllore" che è una formula assolutamente giusta ma troppo vaga. Già quasi cento anni fa essa fu alla base della riforma Gentile che creò il sistema degli esami di stato. Secondo me oggi ci vogliono i concorsi distrettuali e la stabilità territoriale dei vincitori di concorso. Poi ci vuole la tripla ripartizione del curricolo e cioè quello essenziale uguale per tutti, quello di istituto, e quello personale. Con le giuste quantità che devono essere europee cioè con un obbligatorio totale di 750 ore annue. Per le paritarie bisogna passare, per essere davvero concreti, dal finanziamento attuale da 500 euro per alunno a circa 3500 con vantaggi per tutti, compreso lo stato. Ecco le specificità del mio discorso.

 
21/11/2014 - La meta è enunciata e la strada indicata (enrico maranzana)

“Ciò che permette l’educazione è la presenza di adulti autorevoli capaci di prendere sul serio e di valorizzare la domanda di cultura” che, per sua natura, è indivisibile: il sistema educativo è finalizzato allo “sviluppo delle capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche”. La presunzione d’aver la verità in tasca è il virus che infetta la scuola. La voce del legislatore è inascoltata: la didattica non è stata ripensata per garantire la convergenza di tutti gli insegnamenti alla valorizzazione delle qualità dei singoli studenti. Un modo d’agire che ha snaturato anche l’autonomia delle istituzioni scolastiche: in rete “La buona scuola: una composizione infarcita d’errori” legge il testo governativo come farebbe un docente di lettere che revisiona le composizioni scritte per soppesarne la coerenza con la traccia.