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SCUOLA/ La consultazione di Renzi? Tutti i punti di un'occasione mancata

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E' da apprezzare lo sforzo del governo per risolvere in modo deciso il nodo del precariato nella scuola statale. Però il piano di assunzioni dalle Gae, effettivamente, rischia di creare grossi problemi alle paritarie, dato che diverse migliaia di tali docenti sono in servizio in queste scuole. Chiediamo perciò che le associazioni delle scuole paritarie siano coinvolte dal Miur nelle varie fasi di attuazione di tali procedure.

(Marco Lepore)

 



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COMMENTI
21/11/2014 - Bisogna quantificare per essere incisivi (sergio bianchini)

L'intervista alla CdO sul documento di Renzi è interessante e si avvicina puntualmente ai due nodi cruciali: AUTONOMIA delle scuole statali e FINANZIAMENTO delle paritarie. Ma come sempre la prudenza nel proporre le soluzioni prevale sulla precisione delle definizioni. Sull'autonomia delle statali si propone il passaggio "dallo stato da gestore a controllore" che è una formula assolutamente giusta ma troppo vaga. Già quasi cento anni fa essa fu alla base della riforma Gentile che creò il sistema degli esami di stato. Secondo me oggi ci vogliono i concorsi distrettuali e la stabilità territoriale dei vincitori di concorso. Poi ci vuole la tripla ripartizione del curricolo e cioè quello essenziale uguale per tutti, quello di istituto, e quello personale. Con le giuste quantità che devono essere europee cioè con un obbligatorio totale di 750 ore annue. Per le paritarie bisogna passare, per essere davvero concreti, dal finanziamento attuale da 500 euro per alunno a circa 3500 con vantaggi per tutti, compreso lo stato. Ecco le specificità del mio discorso.

 
21/11/2014 - La meta è enunciata e la strada indicata (enrico maranzana)

“Ciò che permette l’educazione è la presenza di adulti autorevoli capaci di prendere sul serio e di valorizzare la domanda di cultura” che, per sua natura, è indivisibile: il sistema educativo è finalizzato allo “sviluppo delle capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche”. La presunzione d’aver la verità in tasca è il virus che infetta la scuola. La voce del legislatore è inascoltata: la didattica non è stata ripensata per garantire la convergenza di tutti gli insegnamenti alla valorizzazione delle qualità dei singoli studenti. Un modo d’agire che ha snaturato anche l’autonomia delle istituzioni scolastiche: in rete “La buona scuola: una composizione infarcita d’errori” legge il testo governativo come farebbe un docente di lettere che revisiona le composizioni scritte per soppesarne la coerenza con la traccia.