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SCUOLA/ Non ti piacciono le "buone pratiche" Lgbt? Sei del Ku Klux Klan

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Le reazioni alla nostra richiesta sono state molto istruttive del clima che si innesca quando si osa uscire dal "pensiero unico" promosso dalle organizzazioni Lgbt. A titolo esemplificativo cito e commento un post dal sito gayburg.blogspot.it (in corsivo le citazioni dal sito: ma in rete si trovano testi ben più aggressivi…). 

1) "il Forum delle associazioni familiari (che sotto quel bel nome racchiude un covo di attivisti anti-gay) ha chiesto a gran voce che le strutture statali di contrasto all'omofobia vengano messe a tacere". "A gran voce…": in realtà ci siamo limitati a diffondere un comunicato stampa, senza avere i megafoni sui vari media di cui tante associazioni Lgbt dispongono. Chiediamo che "vengano messe a tacere"? A dire il vero abbiamo chiesto che l'iniziativa venga sospesa, per poterne quantomeno discuterne prima. Ma tant'è: siamo omofobi, e quindi la verità dei fatti è un optional.

2) "A finire ne loro mirino [del Forum] è un seminario contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale organizzato dall'Ufficio antidiscriminazioni razziali del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio insieme al Ministero dell'Istruzione, realizzato in collaborazione con la rete Ready (la rete degli enti locali per l'attuazione del contrasto alle discriminazioni). Secondo l'organizzazione omofoba [sempre il Forum], il solo fatto che quegli enti possano discutere le strategie per contrastare l'omofobia rappresenta un tentativo di «imporre una strategia lgbt nella scuola» e quindi deve essere annullato".

A dire il vero non abbiamo né armi né mirini, né colpi da sparare, né tantomeno bersagli: ci sta a cuore la scuola italiana, e la responsabilità educativa delle famiglie, e non vogliamo dare deleghe in bianco a nessuno, sui nostri figli. Chiediamo di essere informati su cosa viene progettato e proposto ai nostri figli, nella scuola pubblica, al di fuori dell'insegnamento strutturato. Ma visto che la pensiamo così, e che non applaudiamo all'entrata trionfale delle organizzazione Lgbt nelle scuole, siamo "l'organizzazione omofoba": alla faccia degli stereotipi e della libertà di pensiero.

3) "I loro attivisti hanno proseguito anche nel sostenere che «la forzatura ed il tentativo di imporre una discriminazione al contrario sono evidenti» dato che «nessun esponente dell'associazionismo di matrice non omosessuale è stato convocato, nessun rappresentante delle famiglie o delle associazioni accreditate presso il Miur ha potuto dare il suo contributo». Insomma, sarebbe come dire che non si può discutere una strategia di contrasto al razzismo senza far sedere al tavolo anche il Ku Klux Klan..."

Visto che affermiamo che non condividiamo le modalità di azione e le scelte valoriali delle associazioni Lgbt (per forza, siamo omofobi…), e che chiediamo di poter discutere sull'educazione dei nostri figli, a questo punto siamo individuati ed etichettati come nemici. Quindi possiamo essere paragonati senza grandi problemi al Ku Klux Klan. La pensiamo diversamente? Siamo i nemici. Anzi, siamo intolleranti: quindi omofobi. 



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