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SCUOLA/ Come funzionerà la valutazione se Renzi taglia i fondi all'Invalsi?

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Si rischia così che dal primo gennaio l'Invalsi non abbia né risorse economiche, né risorse umane per garantire l'organizzazione dei prossimi test e per ottemperare a tutti gli adempimenti previsti dalla direttiva triennale sull'autovalutazione dell'attuale ministro, tra cui, ad esempio, l'individuazione degli indicatori per l'autovalutazione delle istituzioni scolastiche.

Sebbene non sia questo il momento delle recriminazioni, può almeno essere utile ricordare che per il piano straordinario di assunzioni dell'Invalsi (come dell'Indire) del ministro Gelmini, le risorse erano state trovate e sono acquisite nel bilancio del Miur e dell'Invalsi stesso. Pertanto, c'è solo bisogno che il presidente ed il direttore generale siano autorizzati a completare un piano assunzionale bloccato per l'irresponsabile affastellamento di provvedimenti successivi al 2011 che hanno bloccato tutte le assunzioni nella Pubblica amministrazione, dimenticando che quello dell'Invalsi era un piano straordinario già coperto con risorse certe. 

Trovare le risorse finanziarie ed umane per far partire il sistema di valutazione è il primo banco di prova per il governo che vorrebbe essere ricordato come quello che ha costruito la "Buona Scuola".

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COMMENTI
03/11/2014 - una autorevole ricerca scientifica conferma (Vincenzo Pascuzzi)

Scrive Salvo Intravaia in data 8 settembre 2014: “Scuola, la ricetta migliore? Meno alunni per classe e più soldi ai prof" / “Questi due fattori hanno un impatto dimostrabile sulla qualità dell'istruzione. Secondo la ricerca l'Italia (ma anche la Germania) non spende bene le risorse per l'insegnamento.” / “E la scheda di approfondimento stilata per l'Italia suggerisce di intraprendere due strade per aumentare l'efficienza del nostro sistema educativo: aumentare del 10,5 per cento le retribuzioni degli insegnanti e ridurre l'affollamento delle classi di un quarto. Finora, gli "esperti" italiani ci hanno sempre detto che abbiamo troppi insegnanti e che le nostre classi hanno pochi alunni. E i governi si sono affannati a tagliare cattedre e stipendi di maestri e prof e a riempire, anche oltre le norme attuali, le classi di alunni. Ma, stando alla prima statistica ufficiale che prende in esame l'intero mondo complesso della scuola, è tutto il contrario. Il nostro sistema pubblico di istruzione fa fatica a produrre risultati apprezzabili perché i docenti sono pagati poco e perché le classi sono sovraffollate di alunni. Motivo per il quale la dispersione scolastica, specialmente in alcuni ambiti, è alle stelle.” Facendo un conto grossolano, le risorse occorrenti, per meno alunni per classe e più soldi ai prof, corrispondono proprio a quell’1% di Pil in più, cioè a circa 17 mld.

 
03/11/2014 - è ANCHE una questione di soldi (Vincenzo Pascuzzi)

Per Valentina Timillero. Confermo che i nostri soldi investiti in scuola sono pochi e ci sono anche diseconomie ed errori. Dall’articolo di Lucia Romeo (21.9.2014) “Così il dogma dell'uguaglianza ha "distrutto" l'eccellenza” riporto quanto segue: 1) “Ma quanto investe il nostro Paese in un settore tanto importante? Intorno al 4% del Pil, un dato decisamente inferiore alla media europea (oltre un punto percentuale in più) e lontano anni luce dagli Usa che le dedica circa il 7% avendo un Pil 8 volte superiore.” 2) “Si potrebbe pensare che sia soltanto una questione di soldi, ma non è così semplice.” 3) “Sarebbe bello che al di là delle riforme che ogni ministro propone, e che ogni successore cambia, ci fosse un dato comune. L'incremento della quota di investimenti. Citiamo sempre gli Stati Uniti come modello. Perché non seguirli anche in questo?” Altri Link Utili: A) Spesa per l’istruzione pubblica nell’Ue: Italia al 21 posto http://www.osservatorioinca.org/12-563/archivio-spesa-per-listruzione-pubblica-nellue:-italia-al-21-posto.html B) Istruzione e spesa: uno sguardo sull’Italia e un confronto con l’Europa http://tagli.me/2013/05/13/istruzione-e-spesa-uno-sguardo-sullitalia-e-un-confronto-con-leuropa

 
03/11/2014 - Soldi? Mal utilizzati (Valentina Timillero)

I nostri soldi (alla scuola) non sono pochi, sono mal utilizzati. Cfr. http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2014/9/21/SCUOLA-Cosi-il-dogma-dell-uguaglianza-ha-distrutto-l-eccellenza/528681/ e anche http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2014/10/8/SCUOLA-Ichino-autonomia-finta-e-assunzioni-senza-merito-i-veri-mali-del-piano-Renzi/539601/

 
03/11/2014 - Valutazione? Ma non a crocette! e +1% di Pil ! (Vincenzo Pascuzzi)

1) È di questi giorni una prova clamorosa dell’inaffidabilità della quizzeria a crocette. A Medicina il Miur ha dovuto annullare i quiz sostenuti da oltre 12mila candidati in tutta Italia dal 28 al 31 ottobre. E stamattina leggiamo sul Corriere “Medicina, test annullati: si dimette il presidente del Cineca". In realtà sono dimissioni solo preannunciate, future non immediate e irrevocabili. Infatti Emilio Ferrari ieri ha detto “Prima porterò a termine questa operazione, poi rimetterò il mio mandato nelle mani degli organi del Consorzio e loro decideranno il da farsi”. E chi pagherà i costi? 2) Invalsi riceve “risorse dieci volte inferiori al suo equivalente inglese Ofsted”. Ma Invalsi è anche all’inizio della sua attività, ha meno di 100 dipendenti (molti precari) a fronte dei 1.200 dell’Ofsted, costituito già nel 1833 come “a non-ministerial department of government”. Ofsted è in situazione di terzietà e non incistato e al guinzaglio del Miur come Invalsi! 3) È vero “che i due paesi (Italia e UK) sono paragonabili per popolazione e Pil”, ma mentre l’Italia destina all’istruzione pubblica meno del 5% del suo Pil, il Regno Unito un punto percentuale in più, circa il 6%. A noi manca (e NON c’è nemmeno nella “buona scuola” di Renzi) l’1% in più di Pil previsto nel programma elettorale PD di febbraio 2013 e ripreso nella piattaforma sindacala Cgil del luglio scorso. È qualcosa come 17 mld di euro che, tra l’altro, servirebbero a cicatrizzare i tagli di Gelmini.