BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Tfa, perché il Miur obbedisce alle università telematiche?

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Il caos generato, di cui fanno le spese i singoli aspiranti docenti — che non sanno più a questo punto dove iscriversi per sostenere la seconda fase di selezione per il Tfa —, fa sorgere inevitabilmente alcune domande:

1. I numeri dei posti disponibili presso la piattaforma Cineca cambia di giorno in giorno e le informazioni ufficiali rilasciate dalle istituzioni competenti tendono a contraddirsi. Se la procedura per la selezione di questo ciclo di Tfa è nota da tempo, perché domina un tale disordine e una mancanza di informazioni chiare e coordinazione fra il Miur e il Cineca?

2. Come è stato possibile che università telematiche, non ancora regolamentate dal ministero tramite apposito decreto, abbiano avuto accesso ex post alla piattaforma ufficiale Cineca per il Tfa, scavalcando evidentemente lo stesso Miur e imponendo di fatto la loro presenza? 

3. È un caso che proprio a partire da quest'anno, in occasione di questo ciclo di Tfa, si sia deciso di dare alle Regioni solo il totale dei posti disponibili per il Tfa, lasciando l'onere della distribuzione ai Coreco, e non invece distribuirli direttamente alle varie università a tavolino come per il ciclo di Tfa precedente?

3. Come evidenziato anche dalla denominazione stessa, le università telematiche in questione utilizzano metodi formativi diversi dalla didattica frontale. A rischio è la qualità della formazione dei futuri insegnanti: siamo sicuri che queste università telematiche possano garantire un livello di qualità didattica sufficiente, soprattutto per un tirocinio formativo così delicato?

4. A fronte dell'evidente situazione di difficoltà e incertezza sia tra le strutture dei singoli atenei sia tra gli studenti, cosa aspetta il Miur ad assumersi la responsabilità di prendere una posizione chiara sul problema? 

La situazione di "grave disagio, confusione e incertezza" (come scrive il Coreco della Lombardia in merito) relativa a se e come riformulare a questo punto la distribuzione dei posti Tfa assegnati alle Regioni investe non solo gli atenei, ma anche e soprattutto gli aspiranti tirocinanti.
Modificare l'offerta formativa nazionale già stabilita a giugno, a un mese dalla data di conclusione delle selezioni, solo per fare posto agli interessi economici di queste università telematiche non sembra un'alternativa proponibile. Migliaia di giovani attendono. Speriamo non invano.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
04/11/2014 - Osservazioni 2 (Angelo Ambrogini)

La presa di posizione del Coreco mi pare dovuta più al desiderio di non spartire ulteriormente la già magra fetta di torta messa a disposizione dal MIUR, che ad altri vizi di forma. Qualche osservazione anche sulle domande che lei pone: - Al punto 1 parla di numeri di posti disponibili che cambiano di giorno in giorno. Così non è stato: il numero, errato sì, è stato quello dall'inizio e quello è rimasto. Dal 16 ottobre le iscrizioni sono bloccate; - Al punto 3 parla di "qualità didattica sufficiente", che potrebbe non essere garantita dalle università telematiche, che non praticano lezioni frontali. Ha provato a chiedere a qualche corsista di TFA o PAS precedentemente svolti nelle università lombarde NON telematiche qualche osservazione sulla qualità e sull'utilità della didattica? Credo che si siano raggiunti degli abissi sotto i quali è veramente arduo andare! Quindi ben vengano anche le università telematiche, se possono venire incontro a qualche poveretto o poveretta a cui sarebbe più utile non muoversi da casa per frequentare le lezioni "utili" del tirocinio. La prego di accogliere le mie precisazioni, insieme a un grazie per aver contribuito a tenere desta l'attenzione su questa delicata questione.

 
04/11/2014 - Osservazioni 1 (Angelo Ambrogini)

Sono un candidato al TFA e sto seguendo da tempo la questione, visto che mi riguarda da vicino. Mi permetto di fare qualche osservazione. Al momento di iscrivermi alla seconda prova su Cineca non è stata "un'indesiderata sorpresa" trovare un'offerta di posti doppia rispetto al numero definito dal MIUR. L'incongruenza era palese, ma per un attimo ha alimentato la speranza (fallace!) che il numero dei posti fosse aumentato rispetto alla misera offerta del Ministero. Se ha avuto modo di leggere le dichiarazioni di Alfonso Lovito, presidente di eCampus, vedrà che l'errore numerico si è ingenerato dalla mancanza di dialogo iniziale tra Coreco Lombardia e università telematica, a cui pure è stato concesso dal Cineca di inserire la sua offerta sul sito. Il tentativo di dialogo, incoraggiato dal MIUR, è fallito anche in questi ultimi giorni e ha ingenerato la situazione di blocco in cui ci troviamo. Il numero di posti offerto da eCampus non nasce dalla sua sorprendente disponibilità economica, anche perché a sborsare lautamente saranno i futuri corsisti del TFA, ma dall'aver "fatto richiesta per tutti i frequentanti che eravamo in grado di ospitare", afferma ancora Lovito. ECampus, qualunque cosa se ne pensi e se ne dica, è un ateneo legalmente riconosciuto; se poi sforni titoli come l'università di Tirana di bossiana memoria è un altro discorso. ( continua )