BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Pubblico-privato, ora Renzi sperimenti la piena autonomia

Pubblicazione:

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)

Il documento "La Buona Scuola" proposto dal governo ha avuto sicuramente il pregio di mettere la scuola al centro del dibattito politico, culturale ed istituzionale come, forse, non è mai accaduto nel nostro Paese, anche perché, come riconosce Confindustria nel suo documento L'Education per la crescita. Le 100 proposte di Confindustria, "con la Buona scuola il Governo ha presentato dopo tanti anni una proposta che ha molti contenuti innovativi".

Alla sua uscita il settore della scuola paritaria, pur apprezzandone molti aspetti e soprattutto l'apertura a recepire proposte per la costruzione di un futuro scolastico innovativo, non ha potuto evitare di notarne la debolezza nel considerare le peculiarità della scuola paritaria, la sua presenza, in molti settori indispensabile per garantire ai cittadini di poter fruire di un servizio pubblico garantito dalla Costituzione, e nel vedersi citata solo in poche righe delle 126 pagine del documento solo per rammentare — giustamente — che "il Sistema Nazionale di Valutazione sarà esteso anche alle scuole paritarie" per poi proseguire, in modo riduttivo, dicendo che "Servirà lavorare per dare alle scuole paritarie (valutate positivamente) maggiore certezza sulle risorse loro destinate, nonché garanzia di procedure semplificate per la loro assegnazione".

Troppo poco per non creare grande preoccupazione ad un settore che non ha bisogno, per la sua sopravvivenza se non per la sua valorizzazione, solo della certezza delle risorse loro destinate, bensì del loro incremento dato che, negli ultimi anni, ha visto solo erosione nella loro entità, riducendosi di una quarantina di milioni di euro anziché vederne una loro rivalutazione di circa 250 milioni, utili a riallineare il potere di acquisto eroso dall'inflazione.

Nel contesto del dibattito in corso e dall'analisi del testo, la presentazione del documento di Confindustria ha rappresentato una boccata di ossigeno e di speranza perché ha superato i timori ed affrontato a viso aperto il tema pubblico-privato, riportando le scuole paritarie sul piano che loro spetta: quello di appartenere a pieno titolo e con pari dignità all'unico Sistema nazionale di istruzione e formazione. 

Affermazioni come la richiesta di una "filosofia di governo che superi le rigidità sindacali al ribasso, i vecchi schemi gestionali del pubblico e del privato, metta al centro la valutazione, l'autonomia, il merito, la concorrenza come parole chiave della riorganizzazione del sistema" o come considerare un'anomalia da correggere "La identificazione del servizio pubblico con quello statale. Permane un modello centralizzato che ridimensiona il ruolo delle scuole paritarie (che comprendono circa un settimo della popolazione studentesca) e non garantisce la libertà di scelta educativa", aprono possibili nuovi scenari o quantomeno, se il documento di Confindustria verrà recepito come proposta autorevole, sarà frutto di analisi e dibattito da cui non potranno che venirne proposte positive per il settore.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
06/11/2014 - Quasi un secolo fa (nicola mastronardi)

Più di Confindustria e di Renzi (che secondo me non sa nemmeno chi sia) Antonio Gramsci, nel 1918 in un articolo per Il grido del Popolo, scriveva: "Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera, della scuola lasciata all’iniziativa privata e ai Comuni. La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola è indipendente dal controllo dello Stato".

 
06/11/2014 - commento (francesco taddei)

è da un anno che la ministra va imbonendo la folla promettendo tutto a tutti.