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SCUOLA/ E la Flc-Cgil andò in piazza contro lo sfascio che ha prodotto

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A monte del lamento per i contratti mai rinnovati sta un'ideologia del contratto che solo ora Renzi ha incominciato a scardinare: quella per cui i governi non solo non possono legiferare in una qualsiasi materia senza ascoltare le parti sociali, ma soprattutto non possono procedere a legiferare senza il consenso delle medesime. Si chiama concertazione. Il governo di tutti i cittadini deve passare sotto le forche caudine del consenso degli interessi organizzati prima di prendere decisioni che riguardano tutti i cittadini. Trasferita fin giù nei rami più bassi del sistema di istruzione, questa filosofia implica che, scuola per scuola, le Rsu esercitino un potere codecisionale enorme — anche solo come potere di veto — non solo relativamente all'organizzazione del lavoro, che già da sola significa trasmissione parcellizzata del sapere, ma sull'intera governance reale della scuola. 

Un effetto di questa ideologia è che i contratti finiscono per avere una forza superiore a quella delle leggi: nel caso di conflitto, prevale il contratto, che pure è solo e sempre una legge particolare rispetto alla legge universalistica. Quando il Documento della Flc parla di confronto necessario tra sindacato e governo, ha in mente la versione tradizionale e più forte del confronto: non si prendono decisioni senza il mio consenso! Non si spiega diversamente l'idea di accompagnare un Documento non solo con dibattiti, ma con uno sciopero e una manifestazione nazionale. 

Ovviamente l'ideologia della concertazione non è oggetto di nessuna delle domande del questionario. Le quali, in compenso, non contengono neppure una proposta innovatrice o un qualche segnale di audacia: sono la riproposizione dogmatica dell'impostazione di sempre. Il reclutamento deve sempre avvenire per concorsi nazionali; occorre conservare gli scatti di anzianità, perché gli insegnanti devono cooperare e non competere — come se oggi la struttura istituzionale della didattica e organizzativa del lavoro non producesse il solipsismo didattico e la "repubblica degli unici". No al finanziamento privato delle scuole, perché produce privatizzazione e localismo. Esso è imputato di un disegno di cui la Confindustria sarebbe il promotore fondamentale — ecco che torna la mitologia del "Piano del Capitale" — di selezione di classe, di competizione selvaggia, di autoritarismo. Quanto all'invocata "liberazione dalle molestie burocratiche", appare assai poco credibile, a questo punto, se permane intatta e catafratta la visione statalistica e centralistica e se è negata in linea di principio la possibilità di un'autonomia reale delle scuole anche in ordine alla chiamata diretta degli insegnanti, quale parrebbe affacciarsi nella  proposta del Registro nazionale dei docenti della scuola, proposto da "La Buona scuola". 

Il bilancio di "Fai la scuola giusta" è decisamente malinconico. La Flc ripropone i tic conservatori di sempre: il sistema rimanga com'è, purché arrivino molti più soldi! Alla fine, la crisi del sistema è ricondotta al calo della spesa pubblica. Trattasi di scuola palesemente "ingiusta". E' quella che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. 



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COMMENTI
12/11/2014 - A proposito di tic... (Franco Labella)

Ognuno ha i suoi: Cominelli scrive di Flc e dei suoi tic ma pure l'autore è decisamente ripetitivo visto che ripete una litania già nota con sterotipi facilmente ripescabili negli archivi. Eppure qualche contraddizione e qualche stranezza in quanto andava scrivendo avrebbe dovuto metterlo sull'avviso sulla necessità di controllare i propri di tic. Perché scrive di tagli lineari ma critica poi chi li critica (la FLC). Perché descrive la governance della scuola come condizionata dalle RSU salvo ricordare un contratto non rinnovato da anni. Perché parla di concertazione e di condizionamento dimenticando (o fingendo di dimenticare) che l'ultima "riforma", quella Gelmini è stata varata senza alcun confronto e senza passaggi parlamentari che non fossero i pareri delle Commissioni istruzione. Persino la pur prevista verifica parlamentare non è stata mai avviata. Perché infine non spiega perché il concorso nazionale è il male supremo e perché la necessità di aumentare le risorse (se uno cita i dati OCSE dovrebbe farlo indicando chiaramente qual è il nostro livello e quale quello di altri paesi europei Grecia compresa invece di parlare solo di diminuzione) sarebbe solo coazione a ripetere mentre invece le slides e le chiacchiere sulla "buona scuola" potrebbero reggersi con i tagli ed i finti organici. Ed infine la domanda finale: qual è l'incongruenza, per un sindacato, di chiedere con una manifestazione di tener conto delle esigenze e delle idee di coloro che rappresenta?