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SCUOLA/ Arriva l'autovalutazione, ecco come funziona

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Al termine di ciascuna area degli Esiti e dei Processi è presente uno spazio di testo aperto, intitolato Motivazione del giudizio assegnato. In questo spazio si richiede alla scuola di argomentare il motivo per cui ha assegnato un determinato livello di giudizio nella scala di valutazione. Per la compilazione di questa parte si suggerisce di tenere conto dei seguenti criteri generali:

Completezza - Affiancare i dati e gli indicatori messi a disposizione centralmente (Miur, Invalsi, ecc.) con ulteriori evidenze e dati disponibili a scuola.

Accuratezza - Comparare la situazione della scuola con i valori di riferimento forniti (medie nazionali o regionali, andamento generale delle scuole di riferimento, ecc.) attraverso la lettura dei dati e degli indicatori.

Qualità dell'analisi - Approfondire e articolare la riflessione, a partire dall'analisi dei dati disponibili, ma non limitandosi a elencare ciò che la scuola fa, bensì interpretando i dati, tenendo conto della specificità del contesto, oppure evidenziando i punti di forza, di debolezza, o eventuali aspetti strategici dell'azione della scuola.

Dopo aver costituito al loro interno il gruppo di autovalutazione, del quale fa parte il dirigente scolastico, le figure di staff e/o i docenti funzione strumentale, le scuole si attivano per avviare un processo di autovalutazione di cui la compilazione del format del Rav è un importante momento.

Il Rav, compilato in modo accurato, completo e approfondito è per le scuole un'opportunità per leggersi e per tenere sotto controllo gli esiti e i processi, ma anche un'occasione per aprirsi al territorio e agli stakeholders, superando l'autoreferenzialità e offrendo spunti concreti per la rendicontazione e il bilancio sociale. E' inoltre una possibilità di riflessione e interpretazione su alcuni snodi cruciali dell'attività didattica, costituendo una chiave di lettura attraverso cui portare a sintesi i dati a disposizione. L'attenzione posta a due-tre obiettivi di miglioramento (sia per gli esiti sia per i processi) permette alla scuola di individuare una direzione da intraprendere.

Ma tutto ciò accade se le scuole, condividendo la motivazione del processo e del rapporto di autovalutazione, mettono in gioco le loro energie, coinvolgendo — ai vari livelli e secondo il loro ruolo — gli organi collegiali e il territorio con le realtà associative di riferimento, e non effettuano questo percorso come un ulteriore adempimento, imposto e subìto. Il piano di miglioramento che ne sortirà sarà il banco di prova dell'efficacia stessa del processo autovalutativo intrapreso.



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