BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Cosa fare quando agli studenti "mancano le parole"?

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Al contrario, com'è bello ascoltare un alunno che, avendo studiato, è in grado di fornire un'esposizione sensata dell'ascesa politica di Giulio Cesare! L'avere pensato come esprimersi, assieme all'avere compreso le ragioni di certe vicende storiche, lo mettono in grado di sviluppare un discorso chiaro.

Il terzo livello è quello della scrittura. Giustamente, gli insegnanti di lettere si scervellano su come insegnare a scrivere bene un tema. La soluzione più immediata — fare scrivere di più — da sola non è sufficiente. Se chi non sa ragionare scrive un tema alla settimana, non per forza comporrà temi migliori. Il fatto è che oralità e scrittura si integrano reciprocamente, e, in particolare, la consuetudine con un parlare pensato fa migliorare notevolmente anche la capacità di esposizione scritta. Scrivere non è infatti innanzitutto un fatto di pura tecnica compositiva né di grammatica, ma un esercizio di pensiero, che si esprime nella forma scritta, la quale è regolata da una grammatica.

I tre livelli indicati si rafforzano tra di loro; a ciascuno di essi va dedicato una spazio adeguato per raggiungere un insegnamento efficace e realmente costruttivo della capacità critica di un giovane studente.

È pur vero che, all'atto pratico, interrogare richiede molto tempo in classe: per un insegnante è un'attività esigente (non c'è solo da ascoltare, ma anche da interloquire, correggere, valutare), per gli studenti un momento che richiede tanto studio. Mi sembra però chiaro che, nonostante tutto, il portato dell'esercizio dell'oralità sia insostituibile, anche per rafforzare altre fondamentali capacità degli allievi.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.