BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Perché numeri e classifiche premiano il metodo di don Giussani?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Perché usano un metodo che combina la qualità dell'istruzione, la qualità dell'ambiente educativo scolastico e un certo modo d'introdurre i giovani alla conoscenza. Nell'affrontare le discipline di studio si privilegia il momento interrogativo dello studente su altre metodiche quali la restituzione, da parte degli studenti, più o meno ripetuta dei contenuti impartiti, il problem solving o la proceduralità nello studio linguistico e matematico-scientifico. In altri termini, insegniamo a interrogare la realtà. Per questo è molto difficile per un istituto statistico rappresentare e quantificare il nostro "valore aggiunto".

Quindi anche riprodurlo. 
Noi ne diamo conto. Ma funziona: basta venire a vedere.

Non basterebbe mettere insieme i docenti migliori nel loro campo?
Sì e no. Non è come acquistare Cristiano Ronaldo, che, dove lo metti, realizza; e anche questo è vero fino a un certo punto, perché in nazionale non ha vinto granché. Direi che i docenti devono essere persone con due caratteristiche principali: la qualità della preparazione, che do per acquisita e che come scuola si fa di tutto per incrementare e indirizzare, oltre che verificare.

E l'altro requisito?
La volontà di comunicare ciò che amano. Pare ovvio, ma è molto raro: comunicare ciò che si ama, ciò che ha e dà senso alla vita, questo è normalmente escluso dai discorsi che si fanno nelle scuole e nei corsi di pedagogia. 

Lei ha detto che insegnate a porre domande. La scuola non dovrebbe anche fornire risposte?
Certamente. Intendo dire però che a me interessa, più ancora delle risposte che gli studenti potrebbero dare, la loro posizione di domanda di fronte alle cose. M'interessa che emerga la loro umanità, il loro interesse, che si formi e sviluppi la loro intelligenza critica. È tale qualità, un tale modo di accostarsi al sapere, che poi decide del rendimento, fino a rendere possibili risultati insperati e inimmaginabili. 

Torniamo al "marchio culturale". Quanto pesa Cl nelle scuole in cui lei ha lavorato, questa e la precedente?
Il "Sacro Cuore" è l'unica scuola nella quale la Fraternità di Cl è impegnata responsabilmente. In questo senso, la risposta è sì, il "Sacro Cuore" è una scuola di Cl. Quanto al "don Gnocchi", la risposta è più articolata. Fra chi l'ha fondata 27 anni orsono c'erano anche appartenenti al movimento, ma non tutti lo erano: i suoi referenti, oltre al pensiero e al cuore di Giussani, erano e sono la figura di Eugenio Corti e il mondo popolare di questa ampia area della Brianza che ha riconosciuto in don Carlo Gnocchi una figura di sintesi, una carità operosa, anche in senso intellettuale, di cui coltivare il carisma dandogli un'espressione educativa.

Non è inevitabile che l'ispirazione religiosa della scuola si traduca nell'accettazione di certe persone anziché di altre, o nel fare favoritismi?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
12/12/2014 - Scuola-azienda, studente-prodotto (Valentina Timillero)

Il professor Montecchi si faccia candidare da qualcuno e vada a fare il ministro. Non adesso, magari tra una decina d'anni, quando le milizie sindacali si saranno estinte per cause naturali e la scuola statale sarà in un tale sfacelo che nessuna ricetta fin qui applicata (concorsi pubblici, sanatorie, sanatorie, concorsi, ricorsi, legislazione opprimente, stipendi da fame) sarà più proponibile perché il dio centralismo avrà completamente fallito, senza appello.

 
12/12/2014 - Viva la ragione, attenti alla statistica! (loredana colombo)

Pur condividendo in grandissima parte quanto sostenuto nell'intervista e nell'articolo di G. Zen precedentemente pubblicato, non posso non manifestare tutta la mia sorpresa notando in quale irrazionale considerazione venga tenuta la ricerca della fondazione Agnelli. Vi propongo un esperimento: chiediamo agli esimi statistici di confrontare i risultati del primo anno di università con il "parco automobili" delle famiglie degli studenti. Io sono pronta a scommettere che rileverebbero un significativo divario tra i fortunati possessori di BMW e quelli di Fiat Panda. Vorremmo forse sostenere che sia l'auto a migliorare l'apprendimento? E'ovvio che la scuola superiore incida sui risultati universitari (insegno da trent'anni), ma come si misurano i buoni risultati, o il valore aggiunto, di una scuola? Non ha alcun senso effettuare un salto logico e usare questi dati per stilare una graduatoria di "buone" scuole. Cos'è una buona scuola? Come calcoliamo il valore aggiunto di una scuola che porta i suoi alunni ad un diploma tecnico o professionale e li segue nella ricerca del lavoro, avendo una percentuale di studenti stranieri, con molti neoarrivati, che supera il 25%? E dove il 30% dei genitori non ha lavoro? Ma pochissimi di questi studenti avranno ottimi voti al primo anno di università, anche perché capita che gli studenti migliori non vadano proprio all'università, ma vengano richiesti dalle aziende e trovino, incredibilmente, subito un buon lavoro. Potrei farvi i nomi!

 
12/12/2014 - Non solo Lombardia (Enrico Assorati)

Amici, alzate gli occhi dal vostro circondario. Anche a Rimini la scuola di gran lunga migliore nasce dal carisma di don Giussani, attraverso don Giancarlo Ugolini e Lella Zanotti. E nel resto d'Italia?