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SCUOLA/ Perché numeri e classifiche premiano il metodo di don Giussani?

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Si chiama Eduscopio.it ed è l'ultima novità sfornata dalla Fondazione Agnelli. Un portale interattivo che in pochi clic offre alle famiglie e ai tredicenni la possibilità di sapere quali tra licei e istituti tecnici, nel raggio di 30 chilometri da casa, preparano meglio all'università. L'idea è semplice: il numero di esami superati, i voti e i crediti che un studente ottiene al primo anno di università "dimostrano" la qualità della scuola superiore da cui proviene. In questo modo gli ex allievi di due scuole paritarie, l'Istituto don Carlo Gnocchi di Carate Brianza e l'Istituto Sacro Cuore di Milano, hanno proiettato le loro scuole di provenienza nella parte alta, altissima della classifica, non solo a livello locale ma anche nazionale. Per saperne di più ne abbiamo parlato con Luca Montecchi, islamista e antichista, dal 1990 fino all'estate 2014 preside del liceo scientifico "Sacro Cuore" e da settembre scorso rettore del "don Gnocchi".

Due scuole che lei ha diretto sono in vetta alla classifica in Lombardia e si avvicinano al punteggio massimo. Ne sarà orgoglioso.
Anche due anni fa, nella precedente ricerca della Fondazione Agnelli sui neodiplomati al loro primo anno di università, il liceo scientifico del "Sacro Cuore" era in alta classifica, mentre il Liceo don Gnocchi non lo era. Oggi lo è. Se c'è un merito, non è mio, ma dei docenti e di chi mi ha preceduto alla direzione dell'Istituto, cioè Franco Viganò.

Che ne pensa, nel complesso?
È una buona ricerca, i cui criteri non sono chiarissimi in ogni punto. Per esempio, vi si trova applicato un criterio discriminatorio tra le facoltà non meglio precisato. Si potrebbe poi ravvisare una discriminazione tra gli studi di area umanistica e quelli di area tecnico-scientifica, come a dire: a parità di voto, vale di più quello preso al Politecnico di Milano di quello preso a Lettere dell'Università Statale.

Come fa a dirlo?
Sulla base delle normalizzazioni che lì sono dichiarate, ma non spiegate. A pagina 12 del documento tecnico, si calcolano dei fattori — lo dico semplificando — per rendere tendenzialmente uniformi e comparabili i voti degli esami ottenuti in facoltà diverse. Poi però non si danno precisazioni e, quindi, non si sa in che misura incida il valore presunto delle singole facoltà sulla normalizzazione ottenuta. Mi limito comunque a osservare che il 40% degli studenti del don Gnocchi opta per facoltà umanistiche anche importanti. Questo vuol dire che, se la FGA ha attuato correzioni in senso normalizzante, lo ha fatto a danno di chi ha scelto queste facoltà, e dunque il risultato complessivo della scuola è ancor più significativo. 

Fondazione Sacro Cuore e Liceo don Gnocchi si ispirano a Cl. È un caso che siano in vetta?
Direi questo: siamo di fronte a un dato che vede premiate due scuole nate da una comune esperienza, quella che si rifà al Rischio educativo di Luigi Giussani (prima edizione: 1977, ndr). Educazione e cultura, nella forma che assumono secondo l'ispirazione di don Giussani, il grande educatore lombardo di Desio, hanno creato un metodo che informa il quotidiano lavoro di queste scuole.

Ci aiuti a capire. Eduscopio intende rispondere a una domanda di informazione (sapere quali sono le scuole migliori) dando una risposta semplice, che consta di alcune percentuali e una classifica. Perché due scuole di Cl sono così in alto?



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COMMENTI
12/12/2014 - Scuola-azienda, studente-prodotto (Valentina Timillero)

Il professor Montecchi si faccia candidare da qualcuno e vada a fare il ministro. Non adesso, magari tra una decina d'anni, quando le milizie sindacali si saranno estinte per cause naturali e la scuola statale sarà in un tale sfacelo che nessuna ricetta fin qui applicata (concorsi pubblici, sanatorie, sanatorie, concorsi, ricorsi, legislazione opprimente, stipendi da fame) sarà più proponibile perché il dio centralismo avrà completamente fallito, senza appello.

 
12/12/2014 - Viva la ragione, attenti alla statistica! (loredana colombo)

Pur condividendo in grandissima parte quanto sostenuto nell'intervista e nell'articolo di G. Zen precedentemente pubblicato, non posso non manifestare tutta la mia sorpresa notando in quale irrazionale considerazione venga tenuta la ricerca della fondazione Agnelli. Vi propongo un esperimento: chiediamo agli esimi statistici di confrontare i risultati del primo anno di università con il "parco automobili" delle famiglie degli studenti. Io sono pronta a scommettere che rileverebbero un significativo divario tra i fortunati possessori di BMW e quelli di Fiat Panda. Vorremmo forse sostenere che sia l'auto a migliorare l'apprendimento? E'ovvio che la scuola superiore incida sui risultati universitari (insegno da trent'anni), ma come si misurano i buoni risultati, o il valore aggiunto, di una scuola? Non ha alcun senso effettuare un salto logico e usare questi dati per stilare una graduatoria di "buone" scuole. Cos'è una buona scuola? Come calcoliamo il valore aggiunto di una scuola che porta i suoi alunni ad un diploma tecnico o professionale e li segue nella ricerca del lavoro, avendo una percentuale di studenti stranieri, con molti neoarrivati, che supera il 25%? E dove il 30% dei genitori non ha lavoro? Ma pochissimi di questi studenti avranno ottimi voti al primo anno di università, anche perché capita che gli studenti migliori non vadano proprio all'università, ma vengano richiesti dalle aziende e trovino, incredibilmente, subito un buon lavoro. Potrei farvi i nomi!

 
12/12/2014 - Non solo Lombardia (Enrico Assorati)

Amici, alzate gli occhi dal vostro circondario. Anche a Rimini la scuola di gran lunga migliore nasce dal carisma di don Giussani, attraverso don Giancarlo Ugolini e Lella Zanotti. E nel resto d'Italia?