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SCUOLA/ Volontà e ragione, quel dibattito così lontano eppure così vicino

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Carlo Crivelli, Polittico di Montefiore (1494) (Immagine dal web)  Carlo Crivelli, Polittico di Montefiore (1494) (Immagine dal web)

Secondo Scoto il piano della libertà è inconciliabile con quello della natura. Infatti, ciò che è naturale è in qualche modo determinato nel suo comportamento — un sasso che viene sollevato è necessitato a cadere — ma ciò che è libero, come nel caso della volontà, può scegliere senza alcun altra ragione che quella di esercitare se stessa. Con Scoto, dunque, la volontà diviene una facoltà autoreferenziale che apre alle considerazioni successive sull'autodeterminazione dell'uomo. 

Ma se ragione e volontà agiscono autonomamente che ne rimane dell'unità dell'io? Tale domanda, affrontata nel corso del dibattito successivo alla lezione, non ha ricevuto risposte definitive o esaustive e rimane come un pungolo o un invito ad affrontare il tema, tornando a studiare autori tanto lontani nel tempo eppure, come è sempre più evidente, tanto vicini nella sostanza.



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