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SCUOLA/ Se Eduscopio "dimentica" ciò che c'è ma non si vede

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Si tenga in considerazione, a tal proposito, che un/a ragazzo/a dovrebbe assumere decisioni sulla scuola da frequentare sulla base di risultati all'università che dovrebbero replicarsi, nel proprio caso, dopo almeno cinque anni di studi. La "stabilità" degli eventuali effetti di scuola sarebbero, quantomeno, fortemente discutibili in un arco di tempo così lungo!  

L'errore concettuale principale di Eduscopio, comunque, è la promozione di una visione della scelta della scuola basata solo sui risultati cosiddetti "a distanza". Mentre tali informazioni sono senza dubbio importanti, immaginare che un/a ragazzo/a di quattordici anni assuma le decisioni solo sulla base della probabilità di andare bene all'università cinque anni dopo è non solo eccessivamente razionalistico, ma svilente. Sarebbe bene che si promuovesse una visione della scelta educativa che non si basi solo sul "successo" più avanti nel tempo, ma sulla bellezza ed intensità dell'esperienza di vita e di scuola durante gli anni dedicati allo studio. 

In questa prospettiva, si potrebbero fornire molti più dati, di diverso tipo, sulle scuole superiori: quale obiettivo educativo perseguono, quanti e quali docenti vi insegnano, quali attività extra curriculari le scuole svolgono, come sono stati i voti di diploma — e i punteggi nelle prove invalsi — negli anni, eccetera. 

Insomma, sarebbe bello dare a ciascuno studente uno spettro il più ampio possibile di informazioni, qualitative e quantitative, sui tanti aspetti che un/a ragazzo/a di quindici anni (e la sua famiglia) sono interessati ad approfondire. La cultura del dato e della valutazione deve ripartire proprio da qui: dall'idea che l'informazione quantitativa è fondamentale e deve essere al centro del patrimonio informativo, ma non deve arrendersi a misurare pochi e parziali fenomeni. Su questa sfida, il ministero dell'Istruzione ha l'obbligo di provare a rilanciare la propria attività, coinvolgendo le scuole e professionalità esterne per migliorare il proprio strumento informativo (Scuola in Chiaro) per renderlo il più completo e fruibile possibile da parte dei ragazzi e delle famiglie.

Le informazioni ben elaborate da Fondazione Agnelli sono dunque preziose, ma la loro rilevanza va decisamente ridimensionata e contestualizzata all'interno del più complesso, ed importante, processo di valutazione ed analisi delle attività e dei risultati delle scuole. Tale sfida deve uscire dal solo "circolo degli esperti" e diventare patrimonio di discussione e formazione per la scuola tutta: dirigenti scolastici, insegnanti, genitori e ragazzi.



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COMMENTI
28/02/2015 - eduscopio come pagine gialle (luca fornaciari)

l'utilità di eduscopio per trovare la 'scuola migliore' è circa pari a quella delle Pagine Gialle… Mi sembra che il mondo della scuola stia acriticamente accettando l'indice eduscopio come se: - fosse corretto, - avesse relazione con la qualità dell'insegnamento, - non avesse potenziali ripercussioni negative. (e non ditemi che c'è bisogno di eduscopio per riconoscere i diplomifici). Benchè off-topic rispetto alla focalizzazione del sito, ne ho scritto in http://insegnare-greco-antico.homepc.it/insegnare.greco.antico/it/content/eduscopio-un-sommesso-fragore --- L'adozione sconsiderata di un indice (anche non fallato come eduscopio) per valutare l'efficacia delle scuole può indurre queste ultime a dare priorità allo scalamento di una classifica a scapito della propria azione formatrice (il cosiddetto 'fenomeno INVALSI'). E questo porterebbe ad una ulteriore distorsione della scuola italiana, analogo a quello che accade ad esempio nella narrativa quando l'obiettivo dello scrittore non è produrre un buon libro ma piazzarsi bene in un concorso letterario.

 
04/01/2015 - ... forse una lettura più completa dell'analisi (mario accornero)

consentirebbe meno critica, ma purtroppo al di là dell'inutilità di questa tipologia di ricerca; l'intelligenza, la forza di volontà, la determinazione dei singoli non si possono costringere in un data-base per ricavarne statistiche generali utili all'universo degli studenti. Come direbbe un tifoso di calcio: pari siete 0 e 0. Grazie comunque per l'attenzione