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SCUOLA/ Libri di testo, misteri e penombre...

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Il docente partecipa, ancora un po' guardingo, ma non più tanto, nei confronti dei promotori editoriali, possibili "affaristi" delle case editrici, e chiede magari una "umanizzazione" del rito "mercantile" dell'adozione tramite il dono di un corredo gratuito per l'alunno bisognoso, cosa che il venditore quasi sempre assicura. Ovvio che tutto incide sul costo finale del testo.

La direttiva ministeriale, anch'essa prudente, mantiene aperte le opzioni alternative e recita "Il collegio dei docenti può adottare, con formale delibera, libri di testo oppure strumenti alternativi, in coerenza con il piano dell'offerta formativa, con l'ordinamento scolastico e con il limite di spesa stabilito per ciascuna classe di corso".

Inoltre stabilisce, ancora una volta ma sempre più stancamente, che ci vuole una consultazione preliminare di tutti i docenti di materia, dei genitori, un confronto con i programmi scolastici per verificare l'idoneità ed il gradimento universale del testo proposto. Nella pratica non si è mai visto un collegio docenti fare davvero l'esame approfondito di un libro. Ogni docente che vuole adottarne uno presenta un modulo compilato e tutte le richieste sono approvate "nel rispetto della libertà di ciascuno". 

Anche l'egemonia non viene perseguita più da nessuno dopo gli anni ruggenti in cui era emersa una — a prima vista strana — tendenza "di sinistra" all'adozione del libro di testo unico di istituto. La stanchezza, dopo decenni di delirium tremens, di paralisi agitante, di agitazione paralizzante, ha fatto vincere la linea del minimo scontro, della minima polemica.

E va bene così! Ma adesso potrebbe davvero cominciare un confronto ed una valutazione aperta e qualificata dell'uso reale del libro di testo nella scuola, senza intenti polemici e senza bersagli da colpire. 

A me appare evidente, oggi, come l'analisi comparata dei libri di testo più usati sarebbe utile in tutti i corsi di formazione sia iniziale che in itinere dei docenti. E darebbe anche ai professionisti della formazione dei docenti una semplice e sicura base di riflessione e di lavoro. Il tutto agirebbe poi potentemente sull'evoluzione corretta e temporalmente ben collocata dei sussidi didattici.

Animato da questi propositi, ho provato a cercare qualche tabella riassuntiva sui libri di testo più usati in Italia e nelle varie regioni. In particolare mi interessava fare un confronto circa gli eserciziari dei testi di matematica nella scuola media e cercavo i tre libri di testo più adottati a livello nazionale e nelle singole regioni. 

Ricerca infruttuosa. Gli uffici scolastici provinciali e regionali non sono in grado di fornire questi dati. Ovviamente li hanno, perché ogni scuola annualmente invia l'elenco delle adozioni, ma non fanno un'elaborazione complessiva dei dati. Questo lavoro, utilissimo per l'osservazione, il controllo, la regolazione del sistema viene relegato e ibernato fuori dal ministero. 



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COMMENTI
18/12/2014 - Guardiamo in positivo le innovazioni (Sergio Palazzi)

Scrivo dal secolo scorso cose piuttosto critiche, circa i libri di testo, che a volte sono state ospitate anche su queste pagine. Mi spiace che tanti fra essi non valgano la carta su cui sono stampati. Mi spiace innazitutto per un fatto estetico: da bibliofilo, o da ex ragazzo che conserva e a volte rivede i venerati e ingialliti testi dei genitori. Mi spiace da studioso, dato che nelle biblioteche spesso trovo testi didattici di un tempo che sono pozzi di scienza ancora validi, specie per l'apertura mentale, mentre dubito che questo possa accadere in futuro con la maggior parte di queli attuali. Mi spiace da chimico, una scienza in cui la scrittura di un nuovo libro di testo è spesso stata l'occasione di una rivoluzione nei paradigmi del sapere (con Boyle, Lavoisier, Cannizzaro, Mendeleev e non solo). Mi spiace soprattutto per gli autori - tra cui umilmente mi metto - che vedono svilite le loro idee, le loro innovazioni da politiche editoriali e di distribuzione che si avvitano in un circolo vizioso. Se davvero la rivoluzione introdotta da Carrozza vedrà molti colleghi capaci di fare seriamente una didattica con strumenti nuovi, inclusa la riscoperta dei vecchi libri nelle biblioteche a fianco di risorse open source o - per dire - di Youtube (che è uno strumento fantastico), magari si ricomincerà a vedere libri di testo su cui valga la pena di avere un confronto critico tra professionisti dell'insegnamento, in vista di un miglioramento continuo. Parteciperei ben volentieri.