BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Clil, tre lingue alle elementari? Si può, ecco come

Pubblicazione:

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)

Inoltre, nel sistema scolastico trentino sono in corso da almeno otto anni sperimentazioni interessanti e diffuse di insegnamento/apprendimento con la metodologia Clil  che è stata introdotta in numerose scuole di diversi ordini e gradi. Inoltre, i licei linguistici, le scuole bilingui, l'insegnamento di due lingue nei diversi gradi scolastici, a partire dalla scuola dell'infanzia,  le certificazioni linguistiche, l'incentivazione alla mobilità dei ragazzi e degli adulti sono parte integrante degli sforzi che già si stanno facendo per il raggiungimento dell'obiettivo. Un'esperienza significativa nell'insegnamento delle lingue straniere che ora può essere accresciuta, perfezionata e inserita nel contesto più ampio tracciato anche dal documento sulla "Buona Scuola" recentemente varato a livello nazionale.

Per la realizzazione del piano la Provincia Autonoma di Trento nei prossimi sette anni ha previsto un investimento di 36 milioni di euro, interamente provenienti da fondi europei e già iscritti nel bilancio provinciale. Per una popolazione scolastica complessiva di circa 70mila studenti una cifra considerevole! La realizzazione del progetto è sostenuta anche dall'azione dell'ente strumentale della Provincia per la ricerca e l'innovazione, l'Iprase, che ha già programmato una serie di percorsi formativi finalizzati all'innalzamento delle competenze linguistiche degli studenti trentini attraverso la crescita e il consolidamento professionale dei docenti di lingue e di quelli coinvolti nella didattica Clil. 

Alle stesse finalità rispondono altre iniziative progettuali Erasmus+ e progetti di ricerca/azione sul multilinguismo promossi da reti di scuole. Pertanto, sembra che il Piano Straordinario di legislatura per l'apprendimento delle lingue comunitarie sia sostenuto da una convinta strategia politica e che quindi il sistema scolastico trentino è pronto ad implementare le diffuse esperienze già presenti utilizzando al meglio gli strumenti e le risorse che il piano renderà disponibili in maniera senz'altro più strutturata e stabile rispetto all'attuale situazione sperimentale.

Ancora una volta le proposte del sistema scolastico trentino possono aprire la strada a soluzioni utili per tutto il Paese dando risposte concrete a talune criticità presenti nella proposta nazionale del governo, evidenziate anche sulle pagine di questo giornale (S. Ballabio), riguardanti l'insegnamento in modalità Clil. 

Come ha affermato il ministro Giannini, "il Trentino può diventare un importante laboratorio per la sperimentazione della Buona scuola sul versante dell'apprendimento linguistico soprattutto per il contesto così particolare, sul piano linguistico e culturale, in cui si colloca, e per la sua naturale proiezione anche economica verso l'Europa e il mondo tedesco in particolare". 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
02/12/2014 - commento (francesco taddei)

a qualcuno di questi professoroni e ministri importa qualcosa dell'italiano? sembra proprio di no. tra dialetti e parole straniere che fanno tanto fighetto la nostra lingua viene dimenticata e buttata via.