BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Compiti a casa, qual è il loro "compito"?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Una parola però va spesa anche su ciò che in alcuni paesi si chiama "dovere" (es.: fr. les devoirs, i compiti), mentre da noi si chiama "compito". Qual è l'etimologia di "compito"? Ve ne sono almeno due. La prima si fa risalire alla forma varia di còmputo dal latino computàre, intendendo quindi un lavoro di cui si calcola la durata. La seconda, invece, di Ugo Angelo Canello, fa risalire a còmplito per complèto da complère, riferendosi dunque all'atto del portare a compimento

Ora, ci pare che l'affaire sollevata dalla lettura del dato Ocse in termini esclusivamente quantitativi rischi di recepire ed assumere solo la prima etimologia. Eppure è la seconda quella più aderente ad una prospettiva metodologica ed educativa. Perché, infatti, io che insegno Llingua straniera — ma vale anche per la matematica, come mostrano gli stessi dati Ocse — assegno dei compiti per casa, ad esempio degli esercizi di lettura o di grammatica o lessico? Perché l'apprendimento — che l'etimologia associa all'atto di "afferrare" — implica una responsabilità, dal punto di vista educativo, e si compie attraverso la riflessione personale e l'esercizio, per ragioni cognitive legate alla natura dell'essere umano. In altri termini, io insegnante ti sto dicendo che tu, studente, ci devi mettere "del tuo", devi fare "la tua mossa" e non è una mossa senza senso, che ha fine in sé stessa. È dentro un percorso significativo, guidato, dentro un rapporto autorevole con un maestro. E richiede un tempo ragionevole. 

Quante domande, ad esempio, non sorgono in classe perché non si studia a casa? Quanta fragilità si deve al fatto che, in realtà, molti studenti studiano a casa solo la materia di cui hanno verifica il giorno dopo, accumulando pagine di argomenti e appunti su cui non hanno mai posto una domanda al proprio insegnante, perché mai rivista a casa a tempo debito? Verrebbe qui da dire "ai compiti il giusto compito", cioè va recuperato la loro funzione di parte di un cammino, del dialogo educativo- didattico. Non si tratta di "sindacalizzare" il tempo-studio, ma di ri-significarlo.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
20/12/2014 - assenza inspiegabile (sergio bianchini)

In tutto il dibattito sui compiti a casa c'è un'assenza inspiegabile: nessuno fa riferimento alla quantità delle lezioni. I compiti a casa sono il rimorchio utile ed indispensabile delle lezioni. Da noi le lezioni sono 1000 ore per anno mentre il curricolo medio europeo è di 800. I paesi con risultati migliori viaggiano sulle 700 ore. E' evidente che adeguando il curricolo alla media europea anche il lavoro a casa sarebbe ridotto automaticamente. Una discussione privata di questa relazione è assolutamente monca e spesso in mala fede nel senso che ancora una volta tende ad aumentare il tempo scuola, con la scusa di ridurre il carico a casa del "povero alunno". Siamo messi male! Mi sembra di vedere dei medici che rifiutandosi di fermare l'emorragia evidente del ricoverato discutono di quale sia la vitamina giusta per ridargli il colore. Che ingenuità per gli onesti. Che vergogna per gli altri.